Polemica su disagio studenti Pacinotti

Il professor Giorgio Di Sacco Rolla ci scrive a proposito della polemica, divampata nei giorni scorsi, sul disagio degli ex studenti del Pacinotti, che riferiscono di aver passato anni d’inferno al Liceo.

L’equilibrio psichico, perfetto, dei docenti: questo pare esser  uno degli assiomi della scuola italiana.  Attestate infatti in qualche modo le competenze didattiche teoriche, soppesata la  conoscenza della disciplina, il docente viene mandato   in classe, allo sbaraglio. Concorsi vecchi e nuovi, leggi sanatoria, scuole di specializzazione, tutte queste modalità di assunzione sono accomunate dalla mancanza di accertamento delle attitudini relazionali, dell’equilibrio  psichico dei candidati. E durante carriere che durano decenni? Nulla , come se il velo grigio di una depressione che colpisce un professore o un maestro non possa provocare effetti nefasti anche sugli studenti.  Così si originano  e si mantengono in attività macchine didattiche blindate, che spesso nascondono fragilità e disagio dietro asetticità emotive e rigidità comportamentali. 

Tutti hanno avuto insegnanti più o meno severi, molti, specie quelli più fragili emotivamente, hanno sperimentato  e subìto almeno una “carogna ” nel loro corso di studi. Si sono sentiti incompresi e perseguitati; come  incompresi e perseguitati si sentono  molti docenti, disorientati dalle risposte e dai comportamenti di certi loro studenti e genitori. 
In questa terra di mezzo e di nessuno della comunicazione prelogica, emotiva, si gioca il disagio degli studenti e dei docenti; si determinano  i climi degli Istituti. Climi , atmosfere che qualcuno percepisce, mentre per altri sono soltanto invenzioni di ragazzi falliti o svogliati; avvallate ed amplificate da genitori incapaci di accettare i limiti intellettuali dei propri figli. Non c’è verità netta, non ci sono ricette. Non ci devono essere chiusure e barricate, non ci devono essere scuse per auto assolversi. 

Il rigore non è crudeltà, la manica larga non è segno di bravura. Bisogna non passare il segno, bisogna non de -lirare, non uscire dal solco. Per farlo ci vuole equilibrio; un equilibrio che per noi docenti è dato per scontato, E che invece scontato non è sempre e comunque. Nessun aiuto, nessun sostegno per chi sta dietro a cattedre di cristallo sempre più trasparenti, sempre più facilmente frangibili. Le conseguenze sono evidenti, ogni scuola avrebbe proprie storie da raccontare. Ma, come in altri settori, si preferisce la regola del silenzio.
Grazie per la gentile attenzione 
Giorgio Di Sacco Rolla 
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