Piazza Verdi, “l’autolavaggio” non piace.

Nonostante qualcuno, qualcuno di quelli che contano, di quelli che hanno il potere in mano, li definisca “quattro ambientalisti” che “non fermeranno il progetto” o li apostrofi con espressioni ancora meno eleganti, gli attivisti del “no alla nuova Piazza Verdi” non si fermano. Oggi pomeriggio un centinaio di persone hanno manifestato ancora una volta.

Questo progetto, “bellissimo” secondo il sindaco, ” e che, nelle immortali parole del vicesindaco darebbe “un respiro europeo alla città” è, a detta dei manifestanti, uno scempio, uno stravolgimento assurdo dell’attuale piazza (o rotatoria, sempre per usare un’espressione del sindaco).

Dicono i contrari che è un progetto brutto, inutile, che nessuno in città vuole (fatta esclusione per l’amministrazione), che non rispetta la storia, che stonerebbe in una piazza piena di palazzi d’epoca. Quegli archi rossi e verdi, opera di Buren, hanno scatenato l’ironia sul web. Sono diventati un autolavaggio, archi per i ginnasti, varchi spaziali. Ma non c’è solo ironia, nella protesta: si batte sul tasto economico. Il progetto Vannetti-Buren ci costerà circa un milione di euro per la realizzazione (non tutti i soldi vengono dalla Comunità Europea) e 600000 euro l’anno di manutenzione.

C’è da dire che le strade e i marciapiedi sono pieni di buche e la città è in generale in totale degrado. Chi farà la manutenzione in Piazza Verdi, se il progetto andrà in porto? E le ripercussioni sul traffico?

Tra battute velenose e frecciatine da una parte e dall’altra, manifestanti che invitano a indignarsi (diciamo così) e altri che recitano poesie, per contrapporre la bellezza e la cultura all’arroganza attribuita alla classe politica, la protesta non si fermerà con la manifestazione di oggi.

Si sentirà ancora parlare di questi “quattro ambientalisti”, “quattro gatti”, “qualche residente”…

Fac-simile di un arco di Buren, realizzato dai ragazzi di “SOS Spezia”.

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