Non uccidiamoli una seconda volta

Non uccidiamoli una seconda volta! Questo è l’appello che Don Ciotti lancia dal palco, ai 150000 che oggi hanno sfilato per le vie di Firenze e poi hanno affollato lo stadio. Persone venute da ogni parte d’Italia: famiglie, studenti, giovani e meno giovani, esponenti di partito, di sindacati, sventolando le bandiere di Libera, di Emergency, dei No-Tav. O semplici cittadini senza bandiere né altri simboli, solo con la voglia di essere lì.

Non uccidiamoli una seconda volta, chiedono i parenti delle vittime di mafia. Madri, padri, fratelli, sorelle, amici e colleghi di giudici, giornalisti, o semplici cittadini che erano al posto sbagliato nel momento sbagliato. Vittime crivellate dai proiettili, fatte saltare in aria con l’esplosivo. E oggi i parenti sfilano in testa al corteo, per far sì che sui loro cari ammazzati non scenda il silenzio, non cali l’omertà.

Non uccidiamoli, ribadisce Don Ciotti e scuote le coscienze di tutti i presenti.

Sì, perché queste vittime rischiamo di ucciderle nuovamente, non con colpi d’arma da fuoco o con tritolo, ma con l’indifferenza, con il delegare agli altri la lotta alle mafie, rischiamo di ucciderli votando politici corrotti, abbassando la testa di fronte alle ingiustizie, facendo finta che il problema non ci riguardi.

Non uccidiamoli di nuovo.

Non accettiamo, senza indignarci, che qualcuno dica che “la magistratura è peggio della mafia”. La mafia è una peste, chiamiamola con questo nome, continua il fondatore di Libera.

Li abbiamo ascoltati, i nomi delle vittime, sono stati letti sul palco: nomi noti e meno noti, altri che non abbiamo mai sentito, storie che forse non riusciremo mai a conoscere, perché sono troppe le morti, perché l’elenco sembra non voler mai finire.

Possiamo decidere, sta a noi, il nostro futuro lo possiamo costruire.

Non uccidiamoli una seconda volta, non lo meritano, i nostri morti, non lo meritano i familiari che, in molti casi, chiedono ancora giustizia.

Lo merita il nostro Paese, lo merita l’Italia onesta.

Claudia Bertanza

ps: continua, sul sito www.riparteilfuturo.it, la campagna contro la corruzione.

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