Non comprare animali alla Fiera di San Giuseppe, non favorire un commercio che sfrutta gli animali

La Fiera di San Giuseppe, che aprirà i battenti domenica e che si qualifica come la fiera ambulante più grande d’Italia, anche quest’anno ospiterà i soliti banchi che venderanno animali.

Invito tutti, spezzini e non, a NON comprare animali in fiera (ovviamente nessuna fiera).

Dopo aver sopportato un trasporto estenuante dove già in molti perdono la vita, questi poveri animali vengono accatastati, stressati e spaventati dalla confusione ed anche questo è maltrattamento.

Sarà una buona occasione per insegnare ai nostri figli il rispetto per gli animali perchè chi ama davvero gli animali non li compra in certe condizioni e questi spettacoli non sono certo educativi per i bambini. Non comprarli è importante, è un passo avanti verso una cultura di rispetto degli animali. Solo le cose possono essere comprate e vendute e gli animali non sono cose.

 

Dal sito www.acquariofiliaconsapevole.it: “Ogni anno muoiono centinaia di tartarughe, perchè comprate d’impulso, magari per il piccolo che piange “mamma me le compri”, senza preoccuparsi di sapere qualcosa su come si allevano, su quanto crescono, pensando di piazzarle da qualche parte in casa come un vaso di piante, come la boccia di un pesce rosso… Moriranno quasi tutte, per gli stenti, per la cattiva alimentazione, per non aver mai visto la luce del sole che serve a rinforzare il carapace, perchè sono state buttate nella spazzatura dopo che sono andate in letargo e credute morte, perchè sono state abbandonate all’aperto nei luoghi più impensati dopo che superando tutti i maltrattamenti sono diventate bestioni da 30 cm di lunghezza troppo ingombranti… E, ricordiamolo, l’importazione in Italia delle Trachemys scripta elegans (la tartaruga dalle “Orecchie Rosse”) è stata vietata dal 1997, proprio per l’impatto devastante delle tartarughe rilasciate in natura e sopravvissute a spese delle specie autoctone.

In realtà le tartarughe non sarebbero proprio da comprare, perchè essendo abituate in natura a percorrere chilometri, ed avendo bisogno del calore della luce del sole per crescere, avrebbero bisogno di essere tenute almento in un laghetto, all’aperto; in casa, anche se tenute in un acquaterrario adeguato, sono comunque destinate a soffrire, a vivere contro la loro natura.

In secondo luogo sono trasportate in condizioni disumane, ammucchiate come sassi e non come esseri viventi, per cui solo il 20% delle tartarughe importate in Italia sopravvive al primo anno di vita, mentre in natura arrivano spesso a 30 anni. Ogni volta che qualcuno compra una tartaruga, incentiva questa strage.”

A proposito di pesci rossi, dal sito www.promiseland.it: “Sarà che forse i pesci non hanno voce essendo dotati di muta tristezza, sarà che non hanno gli stessi occhi carichi di sofferenza che ci procura la vista di un gattino o di un cagnolino e ci commuove tanto, sarà che nessuno si è mai preoccupato più di tanto della questione etico-morale sulla compravendita di pesci, che potremmo chiamare oramai d’appartamento, ma sta di fatto che questo hobby è in continua espansione e che incrementa un mercato crescente, che provoca giornalmente delle morti non necessarie.”

 

Allora non favoriamo un commercio che sfrutta gli animali, per boicottarlo basta non comprare.

 

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