Sold out per Igor della Compagnia Ordinesparso

Il Teatro Impavidi di Sarzana è una gran bella cornice e siamo felici che in quella cornice, con un palcoscenico riquadrato per l’occasione  in rigoroso bianco, siano stati protagonisti per una sera, gli attori della compagnia Ordinesparso capitanata da Giovanni Berretta,  con lo spettacolo IGOR.

Inserito nella rassegna di teatro contemporao NIN, lo spettacolo ha fornito i numeri che ci piacerebbe sempre vedere a teatro: non 90 posti stringati di cui la metà occupati dagli organizzatori decantati a più non posso sui giornali, ma un quasi-tutto esaurito in una sala da 350. Questi sono risultati. Da premiare. Bravi davvero. Uno spettacolo gioioso e triste, forte, vigoroso e accattivante come il tango ballato dai performer: chi è Igor? Noi, o forse quel noi di cui ancora non abbiamo la consapevolezza. Nello spettacolo cresciamo insieme con le vittorie e le sconfitte interiori e d’amore di Igor-bianco latte. Cosa vogliamo, quali domande ci faranno crescere  verso la maturità o rendere rancorosi verso mondo?

Da premiare è la pervicacia di Ordinesparso, ormai gruppo di decennale esperienza, nel sostenere il programma della manifestazione NIN nella Fortezza Firmafede che quest’anno si è vista purtroppo, levare l’ingresso principale (e il riscaldamento era quello che era). Ciononostante non mi è mai capitato di trovare un posto libero. In collaborazione con la Compagnia degli Evasi e collegandosi con la rete teatrale TILT della Liguria, NIN quest’anno è stato l’appuntamento di punta per gli amanti del teatro: un libretto ben curato nella grafica, spiega i numerosi appuntamenti  da dicembre 2012 a maggio (con una coda a giugno con lo spettacolo itinerante di Ordinesparso Il piccolo principe).

Prossimi spettacoli: 16 marzo (Opening day di Alberto Cariola); 6 aprile (My name di Raffaella Russo/Banda Kurenai) 27 aprile Eremita contemporaneo degli Instabili vaganti  e  11 maggio il Tempo di semidei della compagnia degli Evasi.

Ma avremo modo di riparlarne. Con semplicità e, come suggerisce Giovanni Berretta, con un sorriso!

 

 

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