8 marzo, si festeggia?

Come ogni anno, la giornata dell’8 marzo è accompagnata dalle consuete polemiche: non c’è niente da festeggiare, siamo tutte uguali, che orrore quelle che vanno in discoteca a vedere gli spogliarelli maschili e così via.
In effetti, sembra esserci poco da festeggiare.

Nel corso del 2012 in Italia sono state uccise 124 donne. Nel 2013 sono state finora almeno 15. Una ogni tre giorni, più o meno. A ucciderle sono i compagni, gli ex, gli “innamorati” respinti, appartenenti al sesso maschile così abituati a pensare che la donna sia un oggetto, una loro proprietà, da non saper accettare un distacco, un rifiuto, un no.

Alle donne uccise dobbiamo aggiungere le donne molestate e stuprate, picchiate, quelle che vengono discriminate perché considerate troppo grasse, troppo basse, troppo brutte, quelle che sono oggetto di frecciatine e battutine e devono sopportare per non perdere il lavoro. Quelle considerate stupide perché belle.

Le bambine e le ragazzine vittime delle mutilazioni genitali. Le donne che partoriscono e vengono licenziate. Quelle che non ottengono il lavoro perché non sono “carine” col capo.

Queste donne andrebbero ricordate tutti i giorni. Non basta certo un giorno all’anno, in cui tutti si commuovono sul triste destino delle donne emarginate. Ma prendiamolo come punto di partenza, questo 8 marzo.

E le donne che stasera vogliono festeggiare, festeggino pure. Come sarebbe bello, se si smettesse di giudicare gli altri.

Buon 8 marzo, comunque la pensiate.

Buon 8 marzo a voi che leggete e un pensiero a chi l’8 marzo non può festeggiarlo e magari avrebbe voluto farlo. Magari stasera a qualche Maria, Lucia, Gabriella, a una giovane studentessa, a una pensionata, a un’adolescente sottopeso o una casalinga con qualche kg in più sarebbe piaciuto ritrovarsi con gli amici, i genitori, i figli, a festeggiare, con un dolcetto, la fine di un incubo spacciato per amore.

Ma un fidanzato, marito, compagno, corteggiatore o sconosciuto ha interrotto questo sogno.

Se vogliamo concederci un cioccolatino in più, oggi, mangiamolo anche per loro.

 

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