Comitato Cernaia: Il Comune usa i fondi europei del recupero della scalinata per finanziare abusivamente le fognature

Dal progetto di rifacimento della Cernaia risulta chiaro che il motivo per cui si continua a percorrere la via dello smantellamento della scalinata, anziché del restauro, è il seguente: il progetto del Comune non ruota attorno al recupero, ma a parte dal rifacimento della fognatura per l’allaccio di 14 palazzi lungo la scalinata che non sono attaccati ad essa. Lo scavo, profondo 1,2 mt, che il Comune vuole realizzare al centro della scalinata, nonostante l’esistenza ai lati di due cunicoli ampi utilizzabili, comprometterà necessariamente tutte le radici degli alberi oggi viventi che, per questo motivo, vengono dichiarati pericolanti, mentre una relazione commissionata dal Comune stesso due anni fa, accerta che solo alcuni alberi sono da tagliare.

Oltretutto l’allaccio alla fognatura centrale risulterà più oneroso per i privati. Si fa inoltre presente che le fognature non sono finanziate dai fondi europei e che usarli impropriamente in tal modo, facendo figurare come “restauro di scalinata storica” un rifacimento fognario, è un abuso.

Gli stessi tecnici ACAM hanno dichiarato, in un incontro pubblico, di non aver mai avuto dal Comune alcuna indicazione circa la necessità di realizzare il progetto in modo da non interferire con le radici degli alberi e non è stata quindi presa in considerazione la possibilità di utilizzare i cunicoli laterali esistenti.

Inoltre il Comitato propone di non smantellare la scalinata ma di restaurarla (come previsto dal Codice dei Beni Culturali e dalla relativa autorizzazione concessa dalla Soprintendenza), seguendo l’esempio di Montmartre, dove percorsi, che non hanno nulla da invidiare ai nostri, sono valorizzati, curati ed agli alberi viene fatta manutenzione periodica.

Sulla Cernaia invece da vent’anni non vengono fatti interventi, né di manutenzione, né di cura del verde. In alcuni casi addirittura il verde pubblico è stato danneggiato da tagli e potature sbagliate (come dichiara la relazione della ditta incaricata dal Comune di fare un’analisi dello stato del verde).

Il Comitato ha chiesto al prof. Milazzo, della Forestale regionale, un sopralluogo a seguito del quale è risultato che:
si può procedere per quasi tutti gli alberi, esclusi quattro esemplari, ad un’operazione di risanamento e consolidamento per eliminare anche problemi di sicurezza pubblica, con tecniche che tra l’altro eliminerebbero il problema della  permanenza in loco delle radici e quindi del possibile danno idrogeologico provocato dal non trattenimento della terra, smottamenti, ecc.

È inoltre sconsigliato l’espianto e reimpianto degli alberi, che dovrebbe avvenire in periodi obbligati (mesi invernali e non a marzo!) e che non garantisce la sopravvivenza dell’albero.

Aggiungiamo che siamo stufi di esser presi in giro e che, da cittadini elettori, esigiamo dall’amministrazione pubblica il rispetto che ci è dovuto! È inaccettabile il ricatto del Comune: “o si fa come diciamo noi, o non se ne fa niente”. La Cernaia è la nostra storia e come tale va valorizzata, manutenuta e rispettata!

Inoltre, chi pagherà per i danni al verde pubblico causati da un’errata manutenzione?

Attendiamo ancora risposta su temi di fondamentale importanza: il sottosuolo della scalinata è ricco di corsi d’acqua, canalizzati e non; dunque è stato fatto uno studio idrogeologico, come previsto dalla legge? Sono stati valutati i danni che la mancata tenuta del terreno da parte delle radici e la successiva marcescenza delle stesse provocherà nel terreno?

Come pensa il Comune di garantire gli abitanti da eventuali problemi causati dai lavori alla stabilità delle abitazioni che sorgono lungo la scalinata, data l’estensione delle radici fin sotto ai palazzi?

Per questi motivi e, soprattutto per le mancate risposte dell’Amministrazione, il Comitato sta valutando se presentare, sull’esempio di Piazza Verdi, un esposto alla magistratura.

Comitato difesa Cernaia”

 

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