Cernaia: così Federici cancella la nostra storia.

Tre anni. Tanto sono durate le trattative e gli incontri del Comitato Cernaia con l’amministrazione. Si trattava di trovare una soluzione condivisa per restaurare la più antica scalinata storica della città, la Cernaia appunto, costruita nel 1904 e alberata l’anno successivo con le bellissime piante che si possono vedere ancora oggi anche da via Prione: le sofore japoniche.
La scalinata, pavimentata in arenaria sulle fasce laterali, presenta a tratti delle bellissime rampe a tenaglia, ammirate dai turisti che la percorrono d’estate per cercare un po’ di refrigerio sotto gli alberi. Per questo motivo l’amministrazione del 1904 decise di alberarla: per ombreggiare la scalinata nella stagione estiva oltreché per “tenere su il monte”.
Queste motivazioni “ombreggiare” e “tenere su il monte” non devono esser sembrate troppo importanti ai nostri amministratori ed ai brillanti tecnici che li consigliano, se con insistenza e dopo tante trattative han deciso di smantellare completamente l’opera e “rimontarla” (tecnica che non mi pare possa definirsi come restauro), oltreché abbattere tutti gli alberi esistenti. Questo nonostante la scalinata sia vincolata dallo Stato con legge apposita in quanto ultrasettantenne. Peraltro un’altra legge la vincola sotto il profilo paesaggistico e un’altra ancora sotto quello idrogeologico e va detto che, per chi ci abita, la prospettiva del taglio di tutti gli alberi e relative radici è assai preoccupante per quanto riguarda la stabilità delle case. A dicembre se n’è aggiunta una quarta, di legge, che salvaguarda gli “alberi in filare nei centri urbani”.
Faccio parte del Comitato suddetto e da cittadini, innamorati della nostra Spezia, abbiamo cercato soluzioni tecniche alternative impiegando fior di consulenti, storici, ingegneri, architetti e non ultimo il comandante regionale della Forestale, tutti concordi nel dire che la soluzione dello smantellamento è illegittima e che le nostre proposte erano non solo fattibili ma soprattutto auspicabili ed avrebbero salvato un monumento prezioso per la nostra storia.
Siamo ancora in attesa di esser ricevuti con i nostri tecnici dall’assessore Ruggia, per un incontro che ci era stato promesso per dopo le elezioni, e scopriamo che il comune ha già transennato l’area e dato gli incarichi per la realizzazione dello smantellamento della scalinata.
Così una parte importante della nostra storia viene cancellata e stavolta non ci sono scuse, niente espansione urbana, niente  bombardamenti, niente ricostruzione. Uno dei monumenti più amati e cari agli spezzini, sparirà per sempre. Volete sapere cosa sorgerà al suo posto? Guardate una delle tante “meravigliose” opere confezionate di recente dai ns tecnici: piazza Cavour, piazza Saint Bon o la “nuova” Quintino Sella (anch’essa vincolata!) da cui sono state asportate anche le ringhiere d’epoca, in barba a tutte le tutele e leggi vigenti. Alla faccia della promozione culturale e turistica del territorio con cui tutti i nostri amministratori si riempiono la bocca ma solo a parole!

Irene Giacché, editore

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