CVD (Come Volevasi Dimostrare)

Non è da tutti avere assessori profeti ma alla Spezia non ci facciamo mancare niente. A dicembre, in tempi non sospetti, in un’intervista al quotidiano locale l’Assessore alla cosiddetta cultura, Diego Del Prato dopo le varie polemiche da noi innescate sul tema dell’assenza dei direttori di musei e teatri, si azzarda (possiamo dire, ingenuamente) a fare i tre nomi delle persone da lui individuate per la carica al Teatro. Tra queste Roberto Alinghieri  attore dello Stabile di Genova e da oggi come tutti ormai sanno, il nuovo direttore del Teatro Civico. Persona degnissima sicuramente e con grande doti performative (posso dirlo tranquillamente, lo intervistai un paio di anni ).

Ma ripercorrere a ritroso la vicenda può essere interessante.

La Nazione il 17 dicembre ospita un mio intervento in cui faccio indirettamente presente a Del Prato che per nominare qualcuno per una carica pubblica remunerata da soldi dei cittadini, occorre fare un BANDO e che in sostanza, queste sue esternazioni erano già indicative di una volontà nominativa.

Nell’articolo affermavo : “Dopo il protocollo con Fondazione Palazzo Ducale e la probabile nomina di un attore del Teatro Stabile di Genova (che già fornisce abbondantemente produzioni genovesi alla città), stiamo diventando ufficialmente una colonia del capoluogo di Regione“.

IL bando viene fatto il 29 dicembre, in varie occasioni anche pubbliche (per esempio di fronte ai consiglieri di minoranza, Guerri e Laghezza per l’interrogazione alla commissione cultura) l’assessore Del Prato indica i membri della commissione: lui, la dott. Ratti e un terzo (tecnico) da nominare. Partecipano in 70 da tutt’Italia.

Da quel momento, nonostante le richieste di chiarimenti sui membri della commissione, nulla trapela da Palazzo. Ma già nei corridoi gira la voce della  presenza di Cinzia Aloisini, entrata pubblicamente nel merito circa l’ipotesi della possibile nomina di Dario Vergassola, uno dei competitor più papabili.

Svariati articoli e persino un’interrogazione di Giulio Guerri appaiono sui giornali sulla motivazione della Aloisini dentro la commissione, non esattamente un tecnico del teatro. Nessuna risposta né privata né pubblica o così così dal Comune.

In generale non risponde mai nessuno. Alla faccia della TRASPARENZA.

Alcuni giorni fa la short (o meglio la LONG) list compare nel sito del Comune dove ci siamo più o meno tutti, forse sono tagliati giusto quelli che hanno mandato la domanda in ritardo. Tra i big Armando Punzo, uno dei nostri registi teatrali più raffinati  affermati, e poi Sara Bertelà attrice delle commedie di Fausto Paravidino, Loredana Rovagna, da sempre programmatrice e formatrice nell’ambito della danza, e ancora Matteo Taranto e Oreste Valente, Antonella Questa, Renzo Boldrini, .

Nel documento on line manca ancora la specifica con i nomi della commissione (alla faccia della TRASPARENZA!).

Ma Oggi ECCO il comunicato e qua SORPRESONA!

Ha vinto Alinghieri, attore del Teatro Stabile di Genova. Non ce lo aspettavamo proprio! 🙂 La profezia si è avverata!

Doppia SORPRESONA: a sostituire Del Prato, che si era rovinato da solo con le anticipazioni paragnostiche della possibile nomina di Alinghieri fatte al giornale, arriva da Genova capitale dell’Impero, Repetti, direttore proprio del Teatro Stabile di Genova.

Nel comunicato l’assessore  Del Prato a cui d’ora in poi vale la pena chiedere i numeri del lotto, annuncia che tutta la procedura è stata fatta nella massima trasparenza.

Assessore, questo lo faccia dire ai cittadini, ai giornalisti, a noi che abbiamo chiesto appuntamenti che non ci avete mai dato e chiarimenti a cui non avete mai risposto.

E magari, chissà, lasciamolo dire al giudice del Tribunale amministrativo, se mai qualcuno decidesse di fare ricorso.

Dopo queste considerazioni personalmente e a nome di LaSpeziaoggi voglio fare i miei complimenti ad Alinghieri. Non è lui né il suo curriculum e la sua professionalità che contestiamo ma il metodo delle nomine.  Per esempio, come si possono nominare i direttori di museo e teatro prima ancora di nominare la figura principale nel settore, quella del Presidente delle Istituzioni culturali che appunto, dovrebbe dare lui indicazioni e indirizzi e dovrebbe lui stesso selezionare i direttori più confacenti alla sua idea progettuale per una cultura cittadina?

Interrogativi abbastanza ovvi che non avranno risposta.

 

 

 

 

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