Signor Franco Bonanini, correttezza vorrebbe che lei a Bruxelles rinunciasse…

E’ notizia di pochi giorni fa che il signor Franco Bonanini, ex presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre e indagato nell’inchiesta ‘Mani unte’, è pronto a prendere il posto dell’europarlamentare Gianluca Susta che lascerà libero un posto a Bruxelles poichè eletto al Senato nella lista Monti.

In un’intervista rilasciata al quotidiano online cittadellaspezia.it, Franco Bonanini dichiara: “non mi avvarrò di alcuna immunità e affronterò comunque il processo ad ogni udienza (…). Voglio arrivare in fondo alla causa, perchè il mio obiettivo è quello si essere assolto. Andare a cercare di ottenere una carica in questa condizione sarebbe stato inopportuno, ma al momento della candidatura le cose stavano diversamente. Ricordando che ognuno è innocente sino a prova contraria, ritengo che la mia eventuale elezione a Bruxelles sia un’opportunità da non rifiutare, sia per una mia soddisfazione personale, sia per le Cinque Terre e per la Liguria (…)”.

Ora vorrei fare un paio di modeste riflessioni…

Intanto: ma se OGGI cercare di ottenere una carica in questa condizione (cioè imputato in questo benedetto processo) sarebbe inopportuno, non è altrettanto inopportuno accettarla tale carica.

Da cittadina europea, italiana, ligure e spezzina non reputo questi capi d’imputazione un ottimo biglietto da visita per un suo eventuale ingresso al Parlamento Europeo, sarebbe forse meglio rimanere a casa e concentrarsi sul processo.

Lei è indubbiamente innocente fino a prova contraria ma mi permetto di “considerare” che certe parole e certi comportamenti, riconosciuti ormai pubblicamente, non lasciano dubbi invece sulla cultura autoritaria e quindi profondamente antidemocratica del modello di governo che lei aveva instaurato nel territorio delle 5 Terre. Sarebbe quindi apprezzabile che lei quella carica non la andasse ad occupare, almeno fino a che non sarà fatta piena luce sui fatti.

E tanto per parlare di “soddisfazione personale” sarebbe stato molto bello ed onesto che in quello che di fatto era un “feudo”, la soddisfazione personale e professionale fossero state garantite a tutti. Perchè contro i responsabili di quel sistema espressione di una logica mafiosa mi viene solo da dire “vergognatevi, andatevi a nascondere affinchè ci si possa dimenticare di voi e del fango che avete gettato sul nostro territorio”.

 

 

 

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