“Onorevole Berlusconi”, le scrivo.

“Onorevole” Berlusconi,

sono stata politicamente corretta, durante questa campagna elettorale. Non ho scritto nulla contro di Lei, non ho fatto circolare i pur spiritosi link “Berlusconi restituisce le cose” e così via. Un po’ l’ho fatto perché gestendo il sito mi sentivo in dovere di essere imparziale, un po’ per non farLe ulteriore pubblicità.

Non ho detto nulla quando ha promesso di restituire l’IMU, né quando, sbugiardato dalle banche svizzere, ha dichiarato che ce l’avrebbe restituito di tasca sua, tanto Lei “con mezzo miliardo” vive benissimo. Non ho fatto appelli a non votare per Lei, insomma nulla di nulla. Certo, chi mi conosce sa quanto io La disistimi, ma non l’ho voluto mettere in piazza. Scelta un po’ controcorrente, in questa campagna elettorale che, sui social network, si è svolta più basandosi sull’insulto all’avversario che sul sostegno al proprio schieramento.

Poi ho letto che Lei ieri ha violato il silenzio elettorale, ma sa, “Onorevole”, un po’ me l’aspettavo, perché Lei non ce la fa proprio a stare alle regole e mi sono detta “va beh pazienza”, ma poi ho letto cos’ha dichiarato. E no, non ci riesco a stare al mio posto a far finta di nulla. Non ci riesco perché quelle parole mi hanno ghiacciata, peggio della neve che ha imbiancato la mia città. Non ci riesco perché ho macinato centinaia di km per sostenere la Magistratura. Perché ho sentito il cuore fermarsi arrivando in Via d’Amelio. Perché ho guardato negli occhi i familiari delle vittime di mafia, perché sono stata in Via dei Georgofili, perché sono passata dove, in un 23 maggio di 21 anni fa, l’autostrada si aprì in una voragine al passaggio dell’auto di Falcone.

Ci sono Magistrati buoni e Magistrati meno buoni, ci sono gli onesti e i corrotti, quelli che fanno il proprio dovere con correttezza e quelli che lo fanno per prendere lo stipendio. I Magistrati possono sbagliare e sbagliano, a volte in buona fede e a volte no. Ce ne sono alcuni che andrebbero cacciati, altri che dovrebbero stare in prigione. Ma le parole che Lei ha pronunciato, e che non oso ripetere perché me ne vergogno per Lei, che evidentemente non si vergogna di nulla, sono semplicemente indefinibili.

E mi auguro che il sole che sta portando via la neve porti via anche il berlusconismo. Ma le Sue parole no, non le porterà via. Pensi quello che vuole, io continuerò a stringere forte tra le mani la mia Agenda Rossa e a credere più nella Magistratura che in Lei.

Con tutta la mia disistima,

Claudia Bertanza

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