Sabato 16 la protesta in Piazza Verdi

Sabato 16 febbraio Piazza Verdi si mobilita contro il progetto Vannetti/Buren. Gli organizzatori invitano tutti a portare qualcosa da indossare di colore verde o rosso (i colori dei portali di Buren). L’appuntamento è alle 17:00 sulla scalinata delle Poste.

Pubblichiamo di seguito la nota di Angelo Tonelli:
“Lo stravolgimento di Piazza Verdi non era stato auspicato da nessuno
e a nessuno piace, eccezione fatta per commercianti (pochi)
interessati,  a cui aggiungere artisti e critici di corte che tacciono
e plaudono e, ancora più fervidamente caldeggiante, l’indotto che dai
lavori trarrà guadagni, e di cui ci piacerebbe sapere nomi e cognomi e
retribuzioni, in dettaglio.
     In altri termini: il progetto è inadeguato e Piazza Verdi sarà
inadeguata per due motivi:

1)      perché sarà ennesima testimonianza di cattivo gusto
“contemporaneista”  che stupra i centri storici con la
giustapposizione di opere di pseudoavanguardia pompate dal mercato
della critica, che marchiano con il timbro Moderno Superficiale
Dissonante – ma anche Disanimante, Disarmonico) ciò che era Bello,
profondamente radicato nella storia civile e estetica della città,
intriso di memoria e identità, che sono patrimonio imprescindibile per
una comunità che voglia essere protagonista del vero e necessario
rinnovamento globale a cui tutti siamo chiamati;

2)      perché sarà testimonianza ad aeternam memoriam della arroganza
di una classe politica che  vorrebbe farsi un qualche nome presso i
posteri, ma se non torna sui propri passi rischia di erigere un
monumento alla propria povertà  politica, estetica, culturale e al
proprio vassallaggio alle mode furbastre dell’arte asservita al
denaro: il progetto in questione sarebbe legittimo in un contesto del
tutto diverso, periferico o all’interno di una metropoli, come Berlino
Ovest, priva di centro storico. In ogni caso, la maggior parte dei
cittadini non vuole questo “restyling”, come non vuole la strage degli
alberi. E questo dovrebbe bastare per consentire all’Amministrazione
di dimostrare tutta la propria intelligenza democratica concedendosi e
concedendoci un ripensamento totale della faccenda.

    Tutto ciò fa di Piazza Verdi un simbolo importante e obbliga il
fronte del dissenso a non recedere, e anzi, intensificare la protesta.
La vittoria di questa protesta, e la messa in opera di un restyling
conservativo come è già accaduto con ottimi esiti in altre zone della
città, sarà la vittoria della democrazia partecipativa e un segnale
importante a tutti coloro che nutrono speranza nella possibile
rigenerazione della vita politica. La realizzazione del progetto così
come è, invece, sarà simbolo di una democrazia falsa e mancata, e
della incapacità di rinnovamento reale della mentalità di
amministratori e politici, i quali non vogliono capire che la
democrazia , per sopravvivere e non degenerare in aristocrazia o
tirannide mascherata, deve fondarsi sulla partecipazione  effettiva
del popolo alle decisioni, e sull’ascolto della sua voce da parte di
chi governa.

     Parteciperò dunque al sit in di protesta e alla occupazione
simbolica della Piazza di Sabato 16 febbraio:  per proporre di
annullare il progetto o trasferirne la realizzazione in altra parte
della città, caratterizzata dalla presenza di canoni estetici affini:
tutto, pur di evitare una mostruosità urbanistica e la  damnatio
memoriae a chi propone lo scempio e alla città, se non ha la dignità
democratica di reagire per impedirlo.
Angelo Tonelli, poeta, filologo.

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