Per Maurizio Cavalli

Facciamo così Mauri, non è vero che oggi non sei andato al lavoro, che ti sei addormentato molto più a lungo del solito, che hai deciso che per ora basta così sulla Terra. Non è vero, è uno scherzo.

Non voglio crederlo, che è successo al tuo fragile cuore?

Eri una persona generosa e gentile, colta e misurata, amorevole e professionale.

Oggi con te ha lasciato questa terra oggi anche Gabriele Basilico, uno dei tuoi fotografi preferiti, uno di quelli su cui avevi accuratamente messo da parte libri e faldoni di documenti nell’Archivio della Documentazione fotografica e Multimediale per farne delle lezioni per gli allievi.Che strana coincidenza….

Selezionavi, impaginavi, incorniciavi e organizzavi mostre e iniziative, seguendo il pensiero e lo spirito  del mentore di tutti noi, Sergio Fregoso di cui tu eri degnissimo erede. Lo spirito della diffusione della cultura dell’immagine sin dai tempi del Centro della Comunicazione dove da ragazzi ci si andava a sentire dischi e vedere film quando si forcava da scuola e dove poi da grandi, con una laurea in mano, abbiamo cominciato a collaborare. Io, te, Simonetta Cargioli e Fabio Nardini. Multiart nacque lì, nei divanetti del centro e potrei dire una stupidaggine ma il nome ce lo suggeristi tu per l’Associazione. E Sergio approvò e simbolicamente ci regalò una foto, la fontana di Mirko di Piazza Brin.

Da quel momento 6 edizioni della rassegna Visioni elettroniche sulla videoarte dove per la prima volta La Spezia conobbe lo Studio Azzurro e moltissimi tra i videoartisti europei, da Jem Cohen a Patrick De Geetere. Ricordo che volevi portarli sempre al “Com’era “a mangiare la farinata a pranzo e ovviamente all’Inferno la sera.

E all’epoca le iniziative culturali, fatte insieme con amore e convinzione, funzionavano, funzionavano sempre. Ricordi la folla per la rassegna video sul Living theatre? E quei due alla porta che sembravano poliziotti in borghese venuti a controllare?

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Con Mauri abbiamo organizzato la prima (e unica purtroppo…) edizione di Fumetti in mostra con la sponsorizzazione della Marvel (che ci diffidò dal mandare in giro i volantini perché il rosso scelto per lo sfondo non era il rosso Marvel dei Supereroi!).

Puntuale e preciso Mauri incarnava lo “spirito di servizio”, educazione, formazione, mostre per le scuole. La fotografia come momento di riflessione, come sguardo intimo, come riassunto della storia di una città e di una comunità: se tu di Sergio Fregoso avevi compreso lo spirito, Enrico Amici ne aveva appreso la tecnica.

Che bello che era ogni tanto ritrovarci quando capitavo a Spezia, sempre con il piacere di progettare cose che di regola, non andavano mai in porto! E poi mi segnalavi tutte le iniziative degli Archivi della Fotografia e mi spiegavi come avevi fatto a trovare quella tale foto, e quell’altra……

Ti giuro che ci mancherai a me a Fabio alla Simo, ci mancheranno quelle serate infinite dentro il saloncino a vedere film sperimentali o a sentire musica.

Sei stato un ottimo compagno di lavoro culturale, la persona che tutti si augurano di avere come collega. Professionale e umile.

Oggi rimpiango di non averti fermato qualche giorno fa per strada in Via Prione perché eri al cellulare; così mi rimarrà come ultimo ricordo quel sorriso regalato dai tuoi occhi velati di tristezza e malinconia.

Arrivederci, tvb

Anna Fabio Simonetta

 

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