Frediano Manzi, il tentato suicidio dopo le denunce.

Mentre scrivo queste righe, non so ancora se Frediano Manzi ce la farà, se uscirà sconfitto dall’ennesima battaglia che sta combattendo e, in caso affermativo, come ne uscirà.

Frediano ieri mattina s’è cosparso di benzina e poi ha appiccato il fuoco, a Milano, davanti alla sede Rai. Per puro caso non è morto tra le fiamme, un autista di tram l’ha salvato.

Ma chi è Frediano Manzi e perché ha tentato il suicidio in modo così plateale? Manzi è un imprenditore che fu vittima di usura e racket e che, invece di abbassare la testa e pagare, denunciò e fece condannare i suoi estorsori, ma non solo. La sua lotta andò avanti, fino ad arrivare a toccare vertici alti, molto alti (un prefetto, politici collusi).
E’ anche un personaggio controverso, denunciato per simulazione di reato (organizzò un finto attentato ai suoi danni), criticato perché si avvicinò a Forza Nuova (lui che veniva dalla sinistra). Ma gli amici, quelli che lo conoscono da anni e gli vogliono bene, quelli che in queste ore fanno il tifo per lui, dicono che queste erano solo manifestazioni derivanti dalla disperazione. Frediano era e si sentiva solo, abbandonato, come tanti testimoni di giustizia, dalle istituzioni. Gli amici dicono che Frediano voleva solo che non calasse l’attenzione sull’antiracket.

Il suo è un gesto eclatante, un grido d’aiuto che in tanti dovrebbero ascoltare.

 

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