Lettera (non prevenuta) all’assessore alla cultura.

Gentile assessore,

mi hanno riferito che lei non vuole parlare con noi perché siamo “prevenute” nei suoi confronti: insomma, come dire, non siamo in sintonia, non siamo allineate.
Ora, premetto che sono storicamente di sinistra, figlia di un ex assessore comunista e quindi lungi da me essere prevenuta nei confronti di un assessore di sinistra (ecologia e libertà, ripeto libertà).
Ok, ho fatto, assieme alle colleghe, campagna elettorale contro l’attuale amministrazione, di cui Lei fa parte, ma per insoddisfazione nei confronti dell’operato del Federici I, non perché sono prevenuta.
Non sono una giornalista nel senso letterale del termine, perché non sono iscritta all’albo, ma cerco di lavorare come tale. Ora, per me essere giornalista non vuol dire andare alla conferenza stampa e scrivere “Tizio ha detto questo, Caio ha detto quell’altro”, quello può farlo chiunque. Essere giornalista vuol dire vigilare e segnalare le cose che non vanno: a volte si può sbagliare, ci mancherebbe, ma a quel punto basterebbe una smentita.

E’ vero o no che Lei fece tre nomi per nomine pubbliche alla cultura senza che ci fosse stato un bando, un concorso, una lista, un qualcosa insomma? Dire queste cose non significa essere prevenute. Volevamo solo sapere com’erano usciti questi  nomi, ma Lei s’è rifiutato di rispondere alle mail, di riceverci e anche di entrare in sede per una fetta di panettone.
Non è che è Lei a essere un po’ prevenuto nei nostri confronti?
E’ vero o no che alla fine è uscito in fretta e furia un bando per una short list e non è stato possibile in alcun modo conoscere la commissione che giudicherà chi ha inviato il curriculum?

Se Lei segue il nostro sito (e a quanto pare lo segue) vedrà che io non mi occupo tanto di cultura, c’è chi lo sa fare meglio di me, chi sa più di me come si dirige un teatro, come si valutano i candidati, come funziona una commissione e così via, quindi non mi permetterei di darLe consigli in tal senso.
Però, assessore, so che quando l’ex e forse futuro premier Berlusconi non voleva andare da chi non la pensava come lui gli davamo tutti addosso, dicendo “deve accettare il confronto con tutti, non può andare solo da Vespa e Fede”. E allora, caro assessore, perché non se le fa, due chiacchiere con noi?
O almeno ci mandi una mail, un comunicato stampa, un segnale di fumo, un piccione viaggiatore.
Noi siamo qui, aspettiamo.
Senza essere prevenute, non lo sia Lei.

Buon lavoro, assessore.

Claudia Bertanza

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