La legge cancella il sito di Pitelli, l’inquinamento no!

Il Ministro dell’Ambiente Clini  ha firmato il decreto che cancella il sito di bonifica tra quelli di interesse nazionale.

 

La conseguenza di tutto ciò non sarà di certo la eliminazione dell’inquinamento ma  solo lo spostamento delle competenze, per le autorizzazioni alla bonifica, dal Ministero agli enti locali, gli stessi enti che a suo tempo  non impedirono lo scempio delle discariche abusive sulle colline di Pitelli, scempio dal quale è derivata la perimetrazione del sito di bonifica di Pitelli.

 

I politici e amministratori spezzini  sostengono che così si ridurranno i tempi burocratici per le autorizzazioni alle bonifiche. Non è vero perché le procedure resteranno le stesse cambieranno invece le competenze e quindi aumenterà solo il potere decisionale degli enti locali. Ma in realtà sembra che dietro la denazionalizzazione del sito di bonifica di Pitelli ci siano due obiettivi: riaprire la discarica di Saturnia, sulle colline di Pitelli,  e dragare il golfo di Spezia con i fanghi di risulta che finiranno nella suddetta discarica: il cerchio si chiude e  “tutto si tiene”.   Ovviamente questi interventi da ora in poi  verranno autorizzati e gestiti senza  i controlli e le “troppo puntuali” conferenze dei servizi al Ministero dell’Ambiente.

 

Il nocciolo vero della questione, l’inquinamento del golfo di Spezia, resterà  dove è tutt’ora;  perché se non ha trovato i soldi il governo fino ad ora figuriamoci se li troveranno Regione e Comuni di Spezia, Portovenere, Lerici.

 

In realtà quello che andava fatto e non è stato neppure proposto era quello che si è fatto con il sito di bonifica di Porto Marghera. In quell’area con un accordo di programma, che ha coinvolto tutti i soggetti inquinatori oltre che le istituzioni (dal governo, alla Regione, agli enti locali), si bonificheranno le parti più inquinate mentre quelle meno inquinate sono state deperimetrate come è giusto che sia.

 

La lotta alla burocrazia non si combatte nascondendo  le  “schifezze” sotto il tappeto ma rimuovendole con i fatti, e Porto Marghera è un sito al quale si applicavano le stesse leggi  previste per il sito di Pitelli.

 

Forse, e neanche tanto forse,  il vero problema non sono le procedure di legge ma la volontà di amministrare il territorio nell’interesse generale  e non di quello dei soliti noti.

 

 

P.S.

per un approfondimento vedi al seguente link

http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/search/label/sito%20di%20bonifica%20di%20Pitelli

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