Restituzione dei 10 euro all’INPS

MERCOLEDI 30 GENNAIO ORE 09:00 PRESSO SEDE INPS LA SPEZIA

Restituiamo i 10 euro di mobilità che l’INPS ci ha erogato nel mese di gennaio. Nè elemosine, nè prese in giro ma diritti e tutele.

Cara Ministro Fornero,
in questi giorni abbiamo ripensato alle sue lacrime: forse di coccodrillo, forse pietistiche e paternalistiche. Noi piangiamo invece lacrime vere di rabbia e di indignazione. Non accettiamo il sacrificio dei nostri diritti in nome di artifizi contabili. Siamo lavoratori in mobilità ai quali l’INPS ha erogato, nei giorni scorsi, l’assegno del mese di dicembre: ben 10 (avete letto bene, dieci) euro! Questo per una decisione assurda e sadica del Ministero del Lavoro, deciso a far cassa sulle spalle delle fasce sociali già in difficoltà. La direzione centrale dell’INPS ha applicato un conguaglio fiscale a tutti coloro che nel corso dell’anno 2012 sono stati titolari di più di una prestazione relativa agli ammortizzatori sociali, togliendoci tutte le detrazioni fiscali di cui abbiamo usufruito, avendone diritto. Ancora più scandalosa è la risposta, informale, data dall’INPS. Infatti ci hanno rassicurati che i soldi sottratti, saranno restituiti dopo la presentazione del 730. Peccato che per i lavoratori coinvolti, essendo in mobilità, questo avverrà tra qualche anno. Per effetto di ciò, noi, come altre migliaia di lavoratori, abbiamo percepito, nel mese di gennaio 2013, un assegno di 10 euro, definito dall’INPS stesso come “pagamento simbolico”. L’unico simbolismo che cogliamo è quello della presa in giro, e della mancanza di rispetto. Chissà se anche questa volta il Ministro Fornero piangerà le sue lacrime, di certo lo facciamo noi, per rabbia e per disperazione. Probabilmente gli effetti di questo conguaglio andranno ad incidere anche sull’assegno che sarà erogato nel mese di febbraio. Ci stiamo mobilitando per evitare che ciò avvenga e, al contempo, per vedere restituito nel più breve tempo possibile il maltolto. Chiediamo al Ministero del Lavoro e alla direzione centrale INPS di agire tempestivamente per restituirci il maltolto, ed impedire che ulteriori assegni simbolici siano erogati in futuro. Invitiamo tutta la cittadinanza, istituzioni, sindacati, partiti, associazioni, movimenti ad unirsi alla mobilitazione, per far sì che sia il più possibile numerosa, partecipata e colorata. Non è solo una questione di solidarietà: quando si calpestano i diritti e la dignità di lavoratori e cittadini diventa un problema che riguarda tutti.

 

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