Giorno della Memoria, Consiglio Comunale straordinario

A conclusione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, il Comune della Spezia ha organizzato un Consiglio Comunale straordinario in Sala Dante, alla presenza di molte classi delle scuole superiori. L’ospite d’onore, Vincenzo Cerami, purtroppo non ha potuto partecipare per problemi di salute. A lui vanno gli auguri di una veloce guarigione, uniti alla speranza di vederlo nella nostra città in altra occasione.

Ha aperto l’attore spezzino Matteo Taranto, recitando “Se questo è un uomo” di Primo Levi, poi ha preso la parola la Presidente del Consiglio Comunale Laura Cremolini, che ha ricordato soprattutto il ruolo della Spezia nella lotta al nazifascismo, l’importanza del nostro Golfo da cui partirono le navi che riportavano in Palestina i sopravvissuti (una tra tutte, Exodus). Continua poi dicendo che la memoria di ciò che è stato è un insegnamento dal quale non possiamo prescindere.
Ricordare ciò che è stato, non sminuire la responsabilità che ebbe il nostro Paese e fare memoria anche gli altri 364 giorni dell’anno: questo è il modo migliore per dare un senso alla Giornata della Memoria.

Il Sindaco Federici esordisce salutando gli esponenti dell’Aned presenti in sala e sottolinea di andare orgoglioso di queste manifestazioni, che non tutti fanno. Non solo memoria, nel discorso del Sindaco, ma anche preoccupazione per rigurgiti antisemiti, negazionismo e tentativi di ridimensionamento dell’Olocausto. La crisi, afferma, è terreno fertile per la creazione di nuovi mostri: è importante tenere alto il livello di attenzione. Conclude ricordando le parole del Presidente Aned di Milano, che ieri ha detto che la conoscenza rende liberi.

Il Prefetto della Spezia, dottor Giuseppe Forlani, dice che ogni 27 gennaio tutto il mondo si affaccia ai cancelli di Auschwitz e ne riscopre l’orrore, come i primi soldati che entrarono quel 27 gennaio del 1945, giorno in cui le atrocità naziste vennero ufficialmente svelate. E quei cancelli, continua, vanno varcati non per solidarietà, ma per ricordare. Non bisogna assuefarsi alla violenza, non bisogna cedere all’indifferenza.

E di indifferenza parla anche la Presidente Aned della Spezia, Doriana Ferrato, che ricorda i rastrellamenti spezzini, effettuati soprattutto per motivazioni politiche. Per questo il fazzoletto a strisce che i membri dell’associazione portano al collo ha il triangolo rosso, che contraddistingueva i prigionieri politici. Infatti, come ricordato anche da una lettura di Taranto, il crimine nazifascista non colpì solo gli Ebrei, ma anche i disabili (fisici e mentali), gli omosessuali, i dissidenti politici e i Testimoni di Geova. La violenza colpì i diversi.

E’ importante ricordare chi avallò le leggi razziali, è importante ricordare chi si mise, per convenienza o per altro, dalla parte del potere violento, ma è bello e ugualmente importante ricordare anche chi non si piegò, chi rischiò la vita per salvare quella di altri, chi, insomma, non si girò dall’altra parte, chi non cedette all’indifferenza.

E questo vale anche oggi, per tutti i crimini che ci stanno attorno, per i nuovi Olocausti.

 

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.