Il rigassificatore di Panigaglia e il porto di Spezia

Sia nella versione esistente che soprattutto nella versione ampliata, come richiesta da Snam qualche anno fa, il rigassificatore di Panigaglia pone, sia pure solo potenzialmente come ci auguriamo tutti quanti,  problemi di rischi incidentali tra le navi  gasiere e  le navi portacontainer per non parlare del naviglio militare.

 

Attualmente il vigente Piano Regolatore del Porto (PRP) non prevede l’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia e si limita nell’area interessata dalla attuale impianto a confermarne l’esistenza.

 

Il progetto di PRP prevedeva un’area per natanti nel seno di Panigaglia (al posto dell’attuale rigassificatore). Il parere istruttorio rilasciato, a suo tempo,  dalla Regione Liguria nell’ambito della procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale) sul  PRP, tra le altre prescrizioni, richiede che “… dovrà essere stralciata l’ipotizzata area per natanti nel seno di Panigaglia a causa delle non provate condizioni di sicurezza nonché della non ammissibilità dell’intervento dal punto di vista ambientale paesaggistico”.

Successivamente il Ministero dell’Ambiente con Decreto 317 dell’11 Aprile 2006 ha espresso “… giudizio negativo circa la compatibilità ambientale del progetto relativo al Piano Regolatore Portuale del Porto di La Spezia in relazione alla prevista funzione nautica da diporto da realizzare con strutture galleggiantinell’ambito 2 (Panigaglia) in quanto non compatibile con la attuale destinazioned’uso che vede la presenza di un impianto di rigassificazione”.

 

Peraltro la vigente normativa prevede che la eventuale autorizzazione all’ampliamento del rigassificatore costituisca variante automatica al vigente piano regolatore del Porto.

 

Apparentemente quindi sembrerebbe che l’Autorità Portuale non abbia reali poteri per limitare il prospettato ampliamento del rigassificatore . In realtà le cose non stanno proprio così.

 

Intanto, occorre chiarire che anche se la eventuale autorizzazione all’ampliamento dell’impianto di Panigaglia costituisce variante al PRP,  senza l’intesa con la Regione nessun ampliamento potrà essere autorizzato dal Governo, quindi anche l’Autorità Portuale può farsi forte di questa mancata intesa sotto il profilo delle future pianificazioni/programmazioni in area di demanio portuale.

 

In secondo luogo l’Autorità Portuale  ha titolo per intervenire sia sulla gestione attuale che sul futuro ampliamento del rigassificatore attraverso il Rapporto di sicurezza portuale (atto di stretta competenza di questa Autorità).  Da questo punto sarebbe interessante capire se questo Rapporto è stato approvato, e aggiornato anche in vista dei possibili ampliamenti del rigassificatore.

 

In questo senso sarebbe altresì utile capire se come affermato in uno studio  (Rapporto società SicurFire), oggetto anche di un contenzioso di fronte al TAR Liguria, la situazione del sistema di prevenzione incendi anche nell’area del rigassificatore sia ancora non completamente adeguata alla vigente normativa tecnica e soprattutto alle migliore pratiche gestionali di altre aree portuali interessate da trasporto merci a rischio incendio.

In particolare il citato studio affermava che nell’area del rigassificatore di Panigaglia

1. non è/era previsto alcun mezzo nautico o rimorchiatore con componente antincendio sotto bordo alla nave gasiera in fase di scarico al terminal come invece previsto dalla ordinanza della Capitaneria della Spezia n. 123/2010  per le operazioni di bunkeraggio alle navi gasiere

2. il sistema di gestione delle emergenze per l’impianto di rigassificazione è/era affidato solo a sistemi automatici. La squadra interna aziendale (attivata in caso di emergenza in quanto normalmente il personale svolge altri compiti) appare troppo limitata per un impianto a rischio di incidente rilevante, non esiste quindi nessuna vigilanza esterna specialistica (con personale appositamente addestrato).

 

Attendiamo quindi chiarimenti dalle autorità preposte sia sul contenuto del Rapporto di sicurezza portuale che sulla situazione del sistema di servizio anticendio sia nell’area portuale che in particolare in quella interessata dall’attività del rigassificatore.

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