Sulla cancellazione del sito di Pitelli…

Pronto il decreto del Ministro dell’Ambiente che cancella il sito di bonifica di Pitelli tra quelli di interesse nazionale.

 

Una volta che il decreto entrerà in vigore tutti i progetti di bonifica nel nostro golfo e nelle colline di Pitelli potranno essere approvati dal solo Comune in collaborazione con la Regione ma escludendo da un ruolo decisionale il Ministero dell’Ambiente e istruttorio enti nazionali come l’ISPRA, L’Istituto Superiore di Sanità etc.

 

Non è una differenza da poco soprattutto se consideriamo che la nascita del sito nazionale di Pitelli è dovuta proprio alle violazioni di legge commesse dai gestori delle discariche nelle colline del nostro  golfo.  E all’epoca, come ora peraltro, le competenze in materia di gestione e controlli degli impianti di rifiuti erano ( e sono) di Comune, Provincia e Regione.

 

All’epoca della costituzione del sito di bonifica di Pitelli furono proprio queste le ragioni che portarono a classificarlo come nazionale.

 

Il decreto attuerebbe una legge nazionale dello scorso agosto ma ad un primo esame appare in contraddizione anche con questa legge.

 

La questione sarà oggetto di grandi discussioni nei prossimi mesi per ora la domanda che nasce spontanea  da parte dei cittadini: visto che l’inquinamento resterà perché dove non è riuscito il governo dovrebbero riuscire gli enti locali spezzini? Con quali competenze tecniche, con quali risorse economiche? 

 

Domande che ad oggi non ottengono risposta. Non a caso il testo del decreto era fino ad oggi completamente sconosciuto non solo all’opinione pubblica ma anche agli stessi consiglieri comunali spezzini a cominciare da quelli di opposizione. Questa mancanza di trasparenza non è di buon auspicio per  il prossimo trasferimento di competenze sulla bonifica del sito di Pitelli dallo Stato al Comune di Spezia.

 

Per una analisi puntuale e per il testo del decreto vedi al seguente LINK

http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2013/01/pronto-il-decreto-che-cancella-il-sito.html

 

 

 

 

 

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