Buon compleanno, giudice Borsellino.

Se quel 19 luglio 1992 non fosse stato fermato da un’autobomba, domani il giudice Borsellino festeggerebbe il suo 73° compleanno. Chissà come sarebbe la situazione in Italia, oggi, se fosse rimasto in vita, se lo Stato non lo avesse abbandonato in un’impari lotta contro Cosa Nostra. Chi sarebbe seduto in Parlamento e chi in una cella? Come sarebbe l’Italia oggi, se Borsellino avesse avuto l’appoggio di chi ha contribuito a ucciderlo? Sarebbe considerato una “toga rossa”?

Oppure, cosa direbbe se avesse l’opportunità di tornare, per almeno un giorno, su questa Terra? Cosa direbbe nel vedere mafiosi ai vertici alti della politica, cosa direbbe ai suoi “amici” che l’hanno tradito, cosa direbbe a chi ha fatto sparire la sua Agenda Rossa?

Non avrebbe molto di cui essere contento, perché sono vent’anni che è morto e ancora non ci sono colpevoli, perché dal 1992 a oggi è stato un depistaggio continuo, una serie di “non so, non ricordo”, un susseguirsi di cambi di versione, di “no, mi sono sbagliato”.

No, non potrebbe essere soddisfatto di questo, ma voglio pensare che gli farebbe piacere sapere quanti giovani e meno giovani ricordano il suo nome e ciò che ha fatto,  quanti continuano a diffondere il suo messaggio, si stringono attorno alla famiglia nel richiedere solo verità e giustizia.

Mi piace pensarlo così, sorridente, con il fumo che si alza dalla sigaretta.

Domani in tanti lo ricorderanno, a Torino (http://www.laspeziaoggi.it/news/stato-mafia-ventanni-di-trattativa/), Urbino (http://www.pu24.it/2013/01/17/mafia-ed-antimafia-urbino-ricorda-paolo-borsellino/) e, speriamo, in tanti altri posti.

Buon compleanno, giudice Borsellino!

Claudia Bertanza

 

 

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