Donne che resistono alle mafie, un libro di Ludovica Ioppolo e Martina Panzarasa

L’antimafia è donna, dice Nando Dalla Chiesa nella prefazione di questo libro che racconta le storie di sei donne che, in ambiti diversi, resistono alla mafia e, quindi, la combattono. Rifiutano però l’etichetta di donne antimafia, perché fanno solo il loro dovere: la legalità prima di tutto.

Sono Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace (Reggio Calabria), Lucrezia Ricchiuti, vicesindaco di Desio (Monza-Brianza), Cinzia Franchini, autotrasportatore (Presidente nazionale di CNA), Rosaria Capacchione, giornalista, Maddalena Rostagno, figlia di Mauro (giornalista ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988) e Valentina Fiore, direttrice del consorzio Libera Terra Mediterraneo.

Sono donne tenaci, coraggiose, che denunciano e non si piegano alle logiche della criminalità organizzata: sono donne del Sud e del Nord: ciò dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, che la mafia e l’antimafia non sono legate solo alle regioni meridionali. Precisazione che sembra essere ovvia, ma a quanto pare ancora non lo è.

Operano in ambiti che sono considerati “maschili” (politica, settore dei trasporti), non sono vere e proprie attiviste delle associazioni antimafia, ma il loro ruolo è importante e sarebbe bello se funzionasse da esempio per chi non ha il coraggio di uscire allo scoperto, per chi spesso si piega a logiche criminali, per chi pensa che combattere l’illegalità sia solo compito della Magistratura e che i cittadini non possano fare nulla.

Il libro è edito da Transeuropa edizioni (http://www.transeuropaedizioni.it/ricerca_libri.php).

 

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