Basta con la cultura del mugugno!

Basta con la cultura del mugugno, ci dice il sindaco della Spezia (articolo che prendo da qui – grazie agli amici della testata). Giusto. Bravo, applausi, sold out. Basta mugugni e mugugnatori, parti malate della società civile ed economica che si lamentano. E di cosa? Mah guarda che gente, scontenti che non sono altro. Dalli all’untore! Basta dico io, anzi il signor Sindaco, oh parti economiche e della società civile che vi lagnate, basta, con la vostra “cultura” fatta di tossine di rassegnazione e accidia! Dovete capire che siamo a un bivio, come nelle storie di Topolino, o nei videogiochi. Di qua il conservatorismo di là il rinnovamento, mica pizza e fichi. Oh! Quindi bisogna agire e non lamentarsi. Giusto. Bravo, anzi bravò! Bene, giusto. Ecco. Sì.
Mh.
Ma, signor Sindaco, con il rispetto che si deve alla istituzione di primo cittadino della nostra beneamata provincia, ma neanche una lamentela, piccola, tipo il colore di un palazzo? Cioè sono tutti belli alla Spezia i colori dei palazzi, non vorrei si pensasse che mi sto lamentando, era per capire. Che c’era un signore anni fa che non amava le lamentele, uno pelato tutto vestito di nero, ma vabè, altri tempi.
Ma per capire se è accidioso lamentarsi del colore di un palazzo.
Se, per esempio, ma come caso assurdo, ci fosse un progetto architettonico che viene assegnato per motivi politici, cosa che comunque non accade mai, e viene fuori una cosa tipo l’Expò, che è bellissimo peraltro, tutto grigio che fuori sembra enorme e dentro ci si sta in quattro stretti stretti, ma per dire, se uno, per colpa di se stesso, lo trovasse brutto e lo volesse dire? Come caso di studio. C’è un numero verde? Una mail, qualcosa. O è un po’ troppo rassegnato come gesto? Il cambiamento ha anche delle regole o va a brecchio? Per capire, sempre.
Beninteso, non lo userebbe nessuno il numero verde perché è chiaro che non ci sarebbe motivo nel momento in cui c’è un Pensiero Unico Vincente Su Cui Ci Si Allinea, basta lamentele accidiose. Però così, per fantasticare.
Si sa, il male di Spezia lo hanno fatto quelli che si sono lamentati, tutta colpa loro. Ma povere ciminiere dell’Enel, basta lamentele! E la nuova piazza Verdi? Basta lamentele! E la gestione della cultura? Basta, basta lamentele! E la spazzatura? Basta lamentele! E la bonifica dell’ex area-ip? Basta lamentele! E le lamentele? Basta lamentele!
La cosa buffa è che se uno dice “Basta lamentele” di fatto si sta lamentando delle lamentele, cioè sta facendo una lamentela, del mugugno sul fatto che non bisogna mugugnare.
Insomma trovo buffo (lo trovo buffo, non mi sto lamentando) che ci si lamenti dei propri (son propri eh, anche se in minoranza/disaccordo, si chiama “democrazia”) cittadini che si lamentano, è una specie di sit-com infinita su un gatto che si morde la coda che insegue il gatto. Comunque, chiude il Sindaco affermando: “Non mi interessa la compagnia dei conservatori, ma catalizzare le forze del cambiamento. Sono aperto all’ascolto e alla condivisione con tutti coloro che vogliono innovare, a partire dai giovani. Il discrimine sta qui. Siamo a un bivio ed è il momento di scegliere, rinnovamento o conservazione“. Un’ansia di dimensioni gattopardesche, cambiare! E se si guarda alla Spezia come era cento anni fa e come è ridotta al momento, beh, io non sono certo un conservatore, ma forse sarebbe stato meglio se qualcuno ci fosse andato un po’ più calmo con il rinnovamento. Al massimo si sarebbe potuto fare ogni tanto un bel cambio di poltrone, che non fa mai male.

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