Il consigliere Masia presenta una mozione per la difesa dei diritti dei disabili

Il consigliere di Sel Masia presenta una mozione per la difesa dei diritti dei disabili.

Questo a seguito della direttiva dell’Inps del 28 dicembre 2012, che prevede che i disabili, per avere la pensione di invalidità civile, debbano fare riferimento non più al reddito personale ma a quello familiare, il che significa che se si è disabili e sposati e si ha un reddito familiare superiore ai 16.127,30 euro lordi annui – cioè 1.343,9 euro lordi al mese in due – si perde il diritto alla pensione di 270 euro.

“Si tratta di un atto gravissimo: l’Inps si sostituisce al Parlamento, assume decisioni politiche, incidendo sulla vita delle persone e revocando pensioni di 270 euro al mese”, commenta il consigliere di SEL Masia, da tempo attivo sulla difesa dei diritti di cittadini disabili, tra l’altro non basata su alcun dettato normativo, ma su una sentenza della Corte di cassazione, nemmeno pronunciata a sezioni unite, del 2011 (sezione Lavoro, 25 febbraio 2011, n. 4677) peraltro di segno contrario ad altri pronunciamenti della stessa Corte. Da rilevare che, al contrario, per gli invalidi parziali, per i sordi e i ciechi, il l Il consigliere di Sel Masia presenta una mozione per la difesa dei diritti dei disabili. Questo a seguito della direttiva dell’Inps del 28 dicembre 2012, che prevede che i disabili, per avere la pensione di invalidità civile, debbano fare riferimento non più al reddito personale ma a quello familiare, il che significa che se si è disabili e sposati e si ha un reddito familiare superiore ai 16.127,30 euro lordi annui – cioè 1.343,9 euro lordi al mese in due – si perde il diritto alla pensione di 270 euro. “Si tratta di un atto gravissimo: l’Inps si sostituisce al Parlamento, assume decisioni politiche, incidendo sulla vita delle persone e revocando pensioni di 270 euro al mese”, commenta il consigliere di SEL Masia, da tempo attivo sulla difesa dei diritti di cittadini disabili, tra l’altro non basata su alcun dettato normativo, ma su una sentenza della Corte di cassazione, nemmeno pronunciata a sezioni unite, del 2011 (sezione Lavoro, 25 febbraio 2011, n. 4677) peraltro di segno contrario ad altri pronunciamenti della stessa Corte. Da rilevare che, al contrario, per gli invalidi parziali, per i sordi e i ciechi, il limite reddituale considerato continua ad essere quello personale (elemento di disparità di trattamento)”. “Questa è una decisione politica che colpisce i più poveri espropriandoli di una pensione dall’importo risibile – ribadisce Masia riprendendo il grido di allarme delle associazioni per la disabilità, – È una decisione che provoca inaccettabili ripercussioni oltre a insostenibili disparità di trattamento. Deve emergere chi dall’interno dei ministeri responsabili, abbia avallato questa iniqua decisione”, ribadisce Masia e infine sempre Masia invita le forze politiche, tutte, a sostenerlo in questa battaglia di civiltà, chiedendo da subito un segnale di opposizione a questo provvedimento esigendo l’immediata sospensione di questo atto contrario ad ogni regola democratica e morale. imite reddituale considerato continua ad essere quello personale (elemento di disparità di trattamento)”. “Questa è una decisione politica che colpisce i più poveri espropriandoli di una pensione dall’importo risibile – ribadisce Masia riprendendo il grido di allarme delle associazioni per la disabilità, – È una decisione che provoca inaccettabili ripercussioni oltre a insostenibili disparità di trattamento. Deve emergere chi dall’interno dei ministeri responsabili, abbia avallato questa iniqua decisione”, ribadisce Masia e infine sempre Masia invita le forze politiche, tutte, a sostenerlo in questa battaglia di civiltà, chiedendo da subito un segnale di opposizione a questo provvedimento esigendo l’immediata sospensione di questo atto contrario ad ogni regola democratica e morale.

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