Lettera aperta alle Istituzioni culturali sulle short list per il Teatro Civico e Museo Camec della Spezia.

Prof. Michele Marsonet, Prorettore dell’Università di Genova
In un momento in cui le Istituzioni culturali della città sono commissariate e subito dopo la firma del Protocollo di Intesa con Genova (Palazzo Ducale e Fondazione per la Cultura) è diventato ancora più urgente definire quale progettualità  si possa individuare attingendo a forze, intelligenze, competenze interne ed esterne per un miglioramento dell’offerta culturale di Musei e Teatro, attualmente in profonda crisi. Le short list appena bandite dal Comune saranno sufficienti a colmare i problemi della gestione degli spazi e della calendarizzazione a costi minimi degli eventi? E quali saranno i criteri per individuare le nuove figure direttive?
Il gruppo Per un democrazia trasparente sulla cultura alla Spezia (a cui ha aderito anche il prof. Michele Marsonet, Prorettore dell’Università di Genova e preside della Facoltà di Scienze Umanistiche) ha iniziato a fare una riflessione collettiva usando anche (ma non solo...) gli strumenti della rete, dei social network per definire i nuovi volti della cultura.E della democrazia.
 

IL GRUPPO e LE TEMATICHE: DALLE SHORT LIST A UNA RICHIESTA DI CHIARIMENTI SULLA PROGETTUALITA’.

Per una democrazia trasparente sulla cultura alla Spezia è un gruppo attivo in rete con una mailing list oltre che con una pagina Face book dall’inizio di dicembre, con l’obiettivo di discutere su un tema cruciale per lo sviluppo della città. I recenti avvisi pubblici per le short list per il Teatro Civico e il Camec hanno accolto il nostro appello, reso pubblico attraverso articoli e interventi sui giornali; ne siamo lieti anche perché questo dimostra che le Istituzioni comunali sono consapevoli della ricchezza delle istanze dei cittadini. Con lo stesso spirito collaborativo, ci permettiamo di chiedere all’amministrazione comunale di chiarire un passaggio che, a nostro avviso, dovrebbe precedere queste nomine: qual è l’idea politico-culturale di fondo che si intende sviluppare, quali gli indirizzi e gli obiettivi concreti, quali gli investimenti e quali le previsioni di ritorno dell’investimento, quali i progetti di lungo respiro su cui vuole puntare nei prossimi anni per migliorare l’offerta culturale. E poi quali sono le strategie con cui la pubblica amministrazione intende individuare specificità, salvaguardare identità dei luoghi culturali?

CHI RAPPRESENTERA’ LA CULTURA DELLA SPEZIA ALLA FONDAZIONE GENOVESE?

Il protocollo di intesa tra Genova Palazzo Ducale, Fondazione per la Cultura e Istituzione per i Servizi culturali del Comune firmato un mese fa, potrebbe diventare un importantissimo strumento per far circuitare in Regione le iniziative di alto valore e produrre sinergie culturali; ma chi sarà, vista la delicatezza del ruolo, il nostro rappresentante nella Fondazione genovese, considerato che da regolamento, non potrà essere un dipendente comunale? Auspichiamo che la riflessione sui criteri che l’amministrazione userà per questa sua nomina sia resa pubblica: un chiarimento importante, che riguarda anche il destino dell’Istituzione culturale della Spezia, attualmente commissariata (il Sindaco ha assunto il potere sostitutivo).

TRASPARENZA SU FINANZIAMENTI  E NOMINE: QUALI COMMISSIONI? QUALI CRITERI DI SELEZIONE?

Chiediamo maggior trasparenza su investimenti, dati di affluenza museale, bilanci, attribuzioni economiche, e chiarezza su nomine, gare e appalti da parte delle Istituzioni ai servizi culturali e dell’Assessorato alla cultura, in una prospettiva sia etica sia comunicativa trasparente e corretta nei confronti dei cittadini. I bandi per le short list (in scadenza a gennaio) rappresentano senz’altro un primo positivo passo dell’amministrazione verso una “normalizzazione” della gestione della politica culturale finora anomala sotto vari aspetti. La loro formulazione desta però varie perplessità: non sono chiari gli ambiti privilegiati o di attinenza del progetto da presentare insieme al curriculum; mancano i nomi dei componenenti della commissione: si dice solo che verrà nominata dalla Direttrice, Dott. Marzia Ratti, senza specificare in base a quali criteri e se avrà membri di competenza nazionale o locale (tra l’altro ci chiediamo a quale titolo la Dott.ssa Ratti – esperta di Storia dell’Arte e Museologia – possa scegliere una commissione anche in ambito teatrale). Si parla poi genericamente “di valutazione comparativa” (che rientra di norma, nella fattispecie dei concorsi universitari): se c’è una valutazione comparativa bisogna dichiarare i criteri predeterminati di valutazione e la commissione dovrà ben motivare il “comparativo”, il perché cioè, di una preferenza e/o prevalenza assegnata, onde evitare il rischio di ricorsi. Altre difficoltà (che abbiamo elencato in maniera meno sintetica nella pagina face book dell’Appello) riguardano la mancanza di chiarezza sul tipo di esperienza richiesta in termini di durata e soprattutto di specificità lavorativa.

MA ALLORA CHI DIRIGERA’ TEATRO CIVICO E CAMEC?

In particolare non è chiaro se la nostra amministrazione stia cercando figure con funzioni di direzione artistica o semplici collaboratori o consulenti. Non crediamo che una o più figure estratte in caso di necessità da una lista ristretta, una tantum e per un breve periodo, siano in grado di risolvere un problema complesso come la progettazione e la gestione quotidiana di spazi importanti come il Civico e il Camec. La necessità di un’adeguata direzione artistica è confermata dalla evidente crisi di pubblico, con il calo ormai cronicizzato di visitatori al museo, dove i biglietti ricoprono una piccolissima parte delle spese di gestione, e la diminuzione degli abbonati a teatro. Per rilanciare queste realtà sarebbero, invece, necessarie figure professionali altamente qualificate con funzioni direttive, manageriali e curatoriali specialistiche impegnate a tempo pieno su lungo periodo, selezionate attraverso bandi di concorso anche a tempo determinato con commissioni nazionali (come è recentemente accaduto per Villa Croce a Genova). Una attività continuativa renderebbe Camec e il Teatro Civico spazi vivaci se vissuti come laboratori permanenti di creatività. La cultura è giusto che sia una voce importante nell’investimento pubblico, per la funzione sociale e formativa che riveste. Ma deve anche essere gestita con criteri che sappiano conciliare livello qualitativo e sana gestione economica, seguendo esempi consolidati in Italia e all’estero. E’ inoltre necessario rafforzare e valorizzare a pieno i contenitori istituzionali (e non) d’arte anche sul piano comunicativo, in modo che abbiano un’attrattiva non solo locale ma nazionale, considerato che i modelli finora seguiti hanno fallito o non risposto adeguatamente alle aspettative.

NECESSARIO TROVARE UN EQUILIBRATO RAPPORTO DI FIDUCIA E DIALOGO  TRA OPERATORI CULTURALI E ISTITUZIONI CULTURALI

E’ opportuno che l’Amministrazione ristabilisca un rapporto equilibrato e costruttivo con gli operatori culturali del territorio e con altri soggetti extraistituzionali per immaginare una progettualità comune che coinvolga associazionismo, pubblici diversificati, professionisti esterni, singole realtà attive in città. Sono tutte risorse che possono animare, con la loro vivacità, creatività, competenza e partecipazione, un momento certamente difficile (anche a causa della crisi economica) in cui le biblioteche, le sale da concerto, i teatri stanno lottando per ridefinire e rilanciare la loro funzione.

Sicuri di una sollecita risposta da parte delle Istituzioni cittadine cogliamo l’occasione per ricordare che il gruppo continuerà la sua attività di osservazione e commento del lavoro dell’assessorato alla cultura e delle istituzioni affinché siano rese sempre più trasparenti le modalità di nomine e quelle di assegnazione dei fondi alla cultura (Museo Camec, Teatro Civico, Dialma Ruggiero, Istituzioni culturali).

 

I FIRMATARI

L’appello è firmato da associazioni spezzine, singoli professionisti del mondo dell’arte, scrittori, attori, giornalisti, blogger, operatori culturali, e da spezzini residenti fuori città. Tra i firmatari anche il prof. Michele Marsonet, Prorettore dell’Università di Genova e Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche. Ecco alcuni degli aderenti: Maria Clotilde Fiori (Associazione Progetto Uomo), Riccardo Adami (Fisico, Politecnico di Torino), Paolo Logli (autore e sceneggiatore Tv e cinematografico), Fabio Nardini (giornalista ed editore Cut up), Catia Castellani (artista visiva e insegnante), Barbara Pellegrini (giornalista), Roberto Danese (Professore associato di Filologia classica, Università di Urbino), Irene Giacché (editore e grafico), Angelica Polverini (storica dell’arte), Jena “Good Jena” Filaccio (scultrice), Antonella Questa (autrice e attrice teatrale), Anna Monteverdi (docente di Storia del Teatro, Accademia di Belle Arti di Torino), Sara Petri (video maker),Matteo Ridolfi (attore teatrale),Gloria Giuliano (artista visiva), Davide Notarantonio (grafico e performer), Roberto Di Maio (attore e regista teatrale), Mario “Celè” Bianchi (scrittore e filosofo), Tony Garbini (attore e regista teatrale), Paola Settimini e Claudia Bertanza (editor Laspeziaoggi), Gian Paolo Ragnoli (scrittore), Roberto Bocchi (attore teatrale e cinematografico), Claudio Cozzani (musicista), Vinicio Ceccarini (Avvocao, Presidente Fondazione Tori Porto Venere), Enrica Salvatori (Professore Associato di Storia medioevale, Università di Pisa), Marco Brando (giornalista). 

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