La Spezia, città wagneriana

La SpeziaOggi è un think tank dove non è di casa la polemica, come credono alcuni: qui sono di casa il libero pensiero e le conseguenti proposte. Molto concrete.

Nel panorama degradato della città noi vogliamo aprire questo 2013 rilanciando il nostro progetto di un Festival Wagneriano. La proposta è quanto mai opportuna, poiché corre quest’anno il bicentenario della nascita del genio di Bayreuth.

Un breve riassunto ad uso dei nostri lettori: esiste una lettera autografa di Richard Wagner che rende ampia testimonianza del suo soggiorno spezzino. In una notte fatale, quella del 5 settembre del 1853, in una locanda dell’attuale Via del Prione, al n. 45, dove sta una splendida epigrafe commemorativa, lo sciacquio delle onde sulla banchina dell’antico molo (che ai tempi arrivava all’attuale Piazza Mentana) ispirò al genio tedesco l’accordo in Mi Bemolle Maggiore con cui si sostiene l’intero Preludio dell’Oro del Reno. Il Maestro era in quel periodo in preda ad un grave esaurimento nervoso che gli procurava fastidiosissimi problemi anche di ordine psico-somatico: da più di un decennio Wagner lavorava alla Tetralogia e non riusciva a chiuderla perché gli mancava proprio quell‘inizio. La notte spezzina di Richard Wagner valse il sigillo su uno dei più grandi capolavori artistici di ogni tempo.

La proposta di un Festival Wagneriano alla Spezia si deve al dantista spezzino Mirco Manuguerra, il quale ha sottolineato che gli immensi poemi sinfonici del compositore tedesco sono materia comparabile, per altezza e complessità, con la sola Divina Commedia di Dante. Facendo dunque notare che la Lunigiana Storica ha la fortuna impressionante di possedere di entrambe queste menti eccelse alcune referenze di altissima rilevanza, Manuguerra ha inserito l’idea del Festival Wagneriano tra i progetti strategici per la rinascenza della città. Gli altri due, sempre indicati dal dantista spezzino e puntualmente comparsi sulle pagine di LaSpeziaOggi, sono l’Arsenale Città-Fiera e il Museo Civico Unificato alla ex caserma Duca degli Abruzzi.

Su Wagner alla Spezia è già stato fatto qualcosa di importante. Esiste, infatti, un prezioso gemmellaggio con Bayreuth, la città ove Wagner nacque, ma già qui emerge un problema di immagine non trascurabile: mentre la splendida cittadina tedesca ha intitolato alla nostra città una piazza del centro storico ampia ed elegante (La Spezia Platz), noi abbiamo ricambiato con la dedica a Bayreuth di un anonimo parcheggio spesso gestito da addetti rigorosamente abusivi. Occorrerà rimediare al più presto.

La Spezia deve innanzitutto trasformare in vocazione la natura di città wagneriana che Bayreuth gli ha pienamente riconosciuto facendo di tale referenza uno dei propri grandi vessilli. Ciò a cui si pensa è un evento di impronta internazionale, dato che notevole è il turismo, soprattutto tedesco, orientato agli eventi wagneriani di tutta Europa, motivo per cui non dubitiamo affatto della futura collaborazione del Teatro di Bayreuth. Certo, non è possibile immaginare un festival alla Spezia con rappresentazioni integrali delle opere di Wagner: il Civico non è attrezzato allo scopo. La soluzione è quella di un’offerta nuova nel panorama musicale italiano: una rassegna di alto livello specificamente dedicata alle grandiose partiture sinfoniche dei poemi wagneriani, che sono numerosissime. Con una particolarità che non esitiamo a definire di importanza rinascimentale per la nostra città: il Wagner La Spezia Festival dovrà essere inaugurato ogni anno – in un momento che non sia in concorrenza con quello di Bayreut, dunque in primavera – con un Concerto di Apertura tenuto dai diplomandi del nostro Conservatorio. Parliamo di un evento capace di trasformarsi subito in una vetrina di enorme prestigio sia per la città che per i propri studenti, dunque di una vetrina capace di attirare al nostro Conservatorio centinaia di iscritti da ogni parte d’Italia.

E non è tutto: sarebbe opportuno che l’amministrazione civica, a vantaggio di questo modello artistico, si attivasse affinchè il civico 45 di Via del Prione divenga al più presto il Museo Wagneriano della Spezia, da arredare (in collaborazione con il Museo Etnografico) secondo i canoni delle locande ottocentesche e dove possa spiccare (almeno in copia) l’epistola wagneriana recante la Referenza spezzina: un classico, splendido esempio di Casa della Memoria.

Mirco Manuguerra ritiene che la sua proposta preveda un solo problema: il Teatro Civico non ha posti a sufficienza per la partecipazione prevedibile ad una simile manifestazione. Con tutta probabilità accadrà come a Bayreuth: le prenotazioni che giungeranno da tutta Europa dovranno essere ben presto traslate agli anni successivi: Wagner non è un fenomeno di grandezza comune. Ma i problemi di abbondanza sono sempre i benvenuti: si risolveranno strada facendo.

Ciò che ora è davvero auspicabile è che i promotori di LaSpeziaOggi, assieme alle associazioni interessate, come l’Associazione Italo-Tedesca, l’Associazione Richard Wagner e la Società dei Concerti, possano trovare presso il Conservatorio “G. Puccini”, la Fondazione Carispe e il Comune della Spezia la necessaria considerazione per trasformare in atti concreti questo nuovo sogno.

Nominato un Comitato di gestione, una delle prime cose che saranno da decidere sarà l’intitolazione del nostro Teatro Civico, il cui anonimato è un vero urlo nel silenzio. Come evitare, allora, di rivolgere il pensiero giusto a Richard Wagner e alla sua Bayreuth? Non sarebbe il modo migliore di risolvere la penosa questione del parcheggio?

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