Cambiare si può? Cominciamo dal buonsenso

Il coordinamento dell’assemblea spezzina di cambiare Si Può propone tre candidature spezzine all’interno della lista Rivoluzione Civile per la circoscrizione ligure: scoppia la lite tra le varie anime del nuovo movimento politico.

I contestatori affermano che non era compito del coordinamento proporre i nomi dei candidati spezzini ma semmai la discussione avrebbe dovuto essere svolta all’interno dell’assemblea.

L’anima più partititica di Cambiare Si Può contesta inoltre la richiesta del documento dei coordinatori alle forze politiche come IDV, PDCI e Rifondazione Comunista (che hanno aderito a livello nazionale alla lista Rivoluzione Civile) di uscire dalle maggioranza locali con il PD.

I proponenti rispondono alle critiche sui nomi proposti per le candidature che non c’era tempo visto che oggi (9 dicembre ndr) a Genova il coordinamento regionale di Cambiare Si Può definirà la lista dei candidati.

La controreplica dei critici è che formalmente la scadenza per la presentazione delle liste non scade oggi e quindi c’era il tempo per convocare una nuova assemblea e discutere le candidature possibili.

Senza voler entrare nel merito di questo battibecco interno al movimento, vorremmo modestamente suggerire a tutti gli aderenti a questo nuovo progetto politico che gli aspetti veramente innovativi di questa nascente esperienza dovrebbero essere quelli programmatici e non le singole persone o personalità.

Aggiungiamo infine che porre a poco più di un mese dalle elezioni una richiesta così dirompente di uscita da tutte le maggioranze locali da parte dei partiti aderenti alla lista Rivoluzione Civile, rischia di impedire la massima concentrazione verso il prossimo obbiettivo elettorale: raggiungere il quorum ed entrare in Parlamento.

La sinistra alternativa o dei movimenti non può permettersi un nuovo fallimento elettorale come fu quello della sinistra arcobaleno.

 

 

 

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