Cancellato il sito di Pitelli: e ora chi cancellerà l'inquinamento?

Cancellato il sito di bonifica nazionale di Pitelli. Gioisce il Sindaco di Spezia, Massimo Federici, e tutti coloro che vedono le norme a tutela di ambiente e salute un peso inutile per lo “sviluppo” del territorio.
Ma la gioia di Federici è fondata sulla menzogna.
Federici fa tre affermazioni false:
1. Con la cancellazione del sito di bonifica nazionale si superano le procedure burocratiche che hanno impedito la bonifica fino ad ora
2. Le procedure di bonifica per siti di rilievo nazionale sono troppo complicate
3. Con la cancellazione del sito di bonifica nazionale Spezia torna ad essere una città normale sotto il profilo del rischio ambientale
Si tratta di affermazione totalmente false fondate o sull’ignoranza o sulla mala fede o su entrambe come è più probabile conoscendo questo Sindaco e i dirigenti del Comune che ha intorno.
Primo: la procedura di bonifica per i siti nazionali è la stessa per quelli locali compresi i passaggi documentali previsti nel caso si decida di intervenire nelle aree inquinate e quindi di bonificarle: caratterizzazione, analisi del rischio, progetto di bonifica o messa in sicurezza a seconda del livello di inquinamento. Cambia solo la competenza ora i progetti di bonifica saranno approvati dal Comune.
Secondo: le procedure di bonifica per siti nazionali sono state semplificate più volte in questi anni (ben 7 leggi successive), non a caso è stato possibile dragare in parte il golfo di Spezia grazie ad una norma ad hoc che prevedeva la possibilità di dragare e bonificare contemporaneamente , azione impossibile con la normativa originaria
Terzo: Spezia non diventa normale sotto il profilo del rischio ambientale, perché il decreto ministeriale che cancellerà (una volta pubblicato in gazzetta ufficiale) il sito nazionale , non potrà di certo cancellare l’inquinamento in atto. Come è noto ad oggi sono state bonificate solo piccole parti del sito, soprattutto non sono state bonificate le aree interessate dalle discariche nelle colline di Pitelli e le aree più inquinata del Golfo di Spezia.
Non solo ma Federici dovrebbe spiegare dove (Comune e Regione) troveranno i soldi per bonificare le parti ancora inquinate. Se non sono arrivate dallo Stato figuriamoci se arriveranno dalle casse esangui del Comune (Acam docet!). Anzi occorre dire che il Comune non ha mai cercato di usare quei pochi spazi che la normativa nazionale concedeva per coinvolgere privati nella bonifica delle aree inquinate.
Conclusioni: i veri motivi per cui esulta Federici sono due:
1. Da ora in poi le bonifiche se le faranno in casa propria senza interferenze di Ministeri ed Istituti ed enti nazionali, come hanno fatto per l’area ex IP con i risultati che sappiamo.
2. Cancellando il sito nazionale si perderà l’unitarietà della perimetrazione delle aree inquinate ed in questo modo verranno bonificate solo le parti meno inquinate ma che interessano solo i poteri forti della città: discarica di Saturnia (per i fanghi del dragaggio del porto), nuovi dragaggi per il porto e per l’eventuale ampliamento del rigassificatore di Panigaglia.
L’altra sera si è svolta a Pagliari una riunione di cittadini e associazioni ambientaliste e della protezione civile per cominciare a pensare ad una serie di iniziative contro l’ipotesi di cancellazione del sito di bonifica nazionale di Pitelli e contro la probabile apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali sulle colline di Pitelli “spacciata” per discarica di servizio. E’ bene che la tutta la città sia coinvolta in questa vicenda che riguarda il passato ma anche il futuro della salute dei cittadini, dell’ambiente e della democrazia nella nostra città.
Per un approfondimento vedi questo post al seguente Link http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2012/12/la-verita-sulla-cancellazione-del-sito.html#comment-form

 

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