SEL: le ragioni di una scelta e di una proposta

La scelta di SEL, seppur tardiva rispetto a quella analoga del PD, di organizzare elezioni primarie per costruire le nostre liste per la Camera e per il Senato mi aveva trovato entusiasticamente concorde, nonostante le difficoltà dettate dalla nostra scarsa strutturazione organizzativa e dai colpevoli ritardi da parte di SEL nazionale nel comunicarne le modalità di attuazione. Mi trovavo d’accordo perché, vigente il “Porcellum” che impedisce alle elettrici e agli elettori di scegliere i propri rappresentanti, era il modo per superare tale vulnus e ridare loro la parola. Il Regolamento nazionale, all’art. 3.1, prevedeva che potessero “essere candidati/e alle primarie gli/le iscritti/e e i/le cittadini/e che si dichiarino elettori/trici di SEL, che abbiano i requisiti richiesti dalla legge”, indicando negli articoli successivi una serie di (corrette) situazioni di incompatibilità.
L’Assemblea regionale di SEL Liguria, pur in presenza di diverse candidature “compatibili” pervenute dai territori, ha scelto di limitare a sei nomi – tre donne e tre uomini – il numero di candidati sia per la Camera che per il Senato, a fronte di una lista da costruire di 17 nomi per la Camera e di 8 per il Senato, non accettando la mia proposta di fatto già mediata, fatta in Segreteria Regionale, di portare ad almeno 12  nomi il numero dei candidati per cercare di dare un senso a queste primarie. Per quanto concerne la Spezia, in Segreteria Regionale sono stati evidenziati i nomi della rosa indicati dall’assemblea provinciale: Giorgio Pagano, Diana Ciriello ed il sottoscritto (peraltro avevo già fatto un passo indietro). Salvo poi un’ora dopo nell’Assemblea regionale  apprendere la proposta improvvisa e non deliberata in sede assembleare del coordinatore provinciale a favore di
Antonella Franciosi, che sovvertiva di fatto la chiara indicazione  dell’ Assemblea provinciale spezzina. Pur riconoscendo stima sul piano personale alla medesima, credo non potesse essere proposta una figura che pubblicamente si è espressa a favore di Renzi al secondo turno delle primarie del centro sinistra, in quanto lontano anni luce dai prinicpi ispiratori e costituenti di SEL. Il modello di sinistra di Renzi è distante da quello di Sel su temi fondamentali come l’Art. 18, il liberismo, le politiche internazionali e molto altro ancora.
Oltre a ciò, nella Federazione genovese di SEL, i tre nomi del territorio  sono stati scelti dal coordinatore provinciale senza alcuna consultazione degli organismi dirigenti, convocati solo successivamente all’approvazione delle liste regionali. I nomi proposti, sono inoltre tutti nomi “di partito”, cioè responsabili territoriali di SEL, senza alcun nominativo “indipendente” che provenisse da quelle aree diffuse della società (fatte di associazionismo, comitati, volontariato, ecc.) presenti sul territorio regionale, scelta che va in controtendenza con una serie di eccellenti nomi proposti da SEL nazionale che vanno da Giorgio Airaudo della FIOM, alla giornalista Ida Dominjanni, al presidente della Federazione nazionale della stampa Roberto Natale, a Laura Boldrini portavoce del commissariato Onu per i rifugiati, al portavoce di “Sbianciamoci” Giulio Marcon, solo per citarne alcuni.
Questo vuol dire che le elettrici e gli elettori che si recheranno a votare potranno scegliere solo l’ordine di lista dei primi sei (che dovranno a loro volta essere ancora divisi tra lista della Camera e lista del Senato) e non potranno decidere di assegnare al/alla compagno/a X (che aveva presentato la propria candidatura e se l’è vista rifiutare) un numero di preferenze che gli permetta di essere in cima alla lista. Si è detto che sono stati i tempi stretti che hanno imposto tali scelte, ma altre regioni hanno composto liste (seppur non complete) molto più vaste: in
Toscana sono 28 i candidati alla Camera e 18 al Senato, in Emilia Romagna
rispettivamente 35 e 16, in Lombardia 48 nelle tre circoscrizioni della Camera e 28 al Senato, nelle Marche 23 per la lista unica Camera-Senato (come avvenuto in Liguria), tanto per fare alcuni esempi. Credo che l’impegno di SEL avrebbe dovuto essere quello di costruire una lista di (almeno) 25 candidati/e per permettere alle elettrici e agli elettori di esprimere la propria preferenza e quindi decidere l’ordine di lista per le
elezioni politiche.
Per queste ragioni di fondo ho deciso di sostenere alle primarie  per individuare i candidati di SEL, ed invito le compagne e i compagni a me vicini a fare altrettanto, i compagni Nicola Isetta di Savona e Carla Nattero di Imperia,  perché  a differenza dei candidati di Genova  e La Spezia sono stati indicati regolarmente dai propri  territori da una assemblea federale. Sostengo Nicola Isetta e Carla Nattero per le loro qualità di persone  impegnate da sempre dalla parte degli ultimi e per il loro essere portatori genuini delle istanze che dovrebbero caratterizzare SEL nell’agire quotidiano.
Giovanni Petriccioli (Segreteria regionale SEL)

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