Presenze aliene in centro città

Esistono abbinamenti e gusti più o meno condivisibili, su tutto. Ci sono cose buone e belle e cose meno buone e meno belle.
Ma Spezia, cui si vuol bene -alle volte con dosi di autoconvinzione-, fa caso a se. Alla Spezia, alle volte, quello che ovunque sarebbe orrendo e sconveniente, viene elevato, esaltato e posto in risalto.
Per citare voci più note della mia, abbiamo un ‘carrucolone’ che sovrasta piazza Europa, come definì la cattedrale Elio di Elio e le Storie Tese. Per dirne una, e la chiesa è anche opera di un famoso architetto (Adalberto Libera). Probabilmente in preda alla sindrome di elevazione dello sconveniente citata poc’anzi.
E proprio sotto le feste, si è voluto ribadire il concetto. Nella piazza vitale, quella del mercato, già minata da una struttura ondivaga che però ormai sta lì, e te la fai piacere, ci hanno piazzato il carico da mille.
Io mi ci sono avvicinato in macchina, e da lontano ho intravisto un bagliore multicolore, che ho pensato ‘sono scesi gli ufo’, e una volta lì sotto mi son detto: ‘sono ufo pugliesi’. Nel passaggio centrale della piazza infatti, in onore del Natale, sono state posizionate sette volte mastodontiche di legno bianco, incastonate di lucine colorate. Le volte in legno sono posizionate in sequenza, come a creare un corridoio spazio-temporale, e per un attimo ho sentito anche la taranta, e i taralli, e le vacanze, e vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia… Ma poi, mi son detto, sono a La Spezia. E se nei paesi pugliesi, o siciliani anche, queste decorazioni sono tipiche e meravigliose, nella ondivaga piazza del mercato della Spezia, lo sono meno. Molto meno. Molto molto. Fanno abbastanza senso. Mi suggeriscono ‘schifo’ dalla regia, ma mi sembra un po’ forte come parola. È Natale, suvvia.
Una cosa strana, poi, è che, forse causa la crisi, o dubbi in fase di montaggio del mostro, mezza piazza ha il corridoio illuminato di Ritorno al Futuro e mezza no, ha solo tre cerchietti, illuminati, appesi lì, e quella parte di piazza al confronto della parte pugliese sembra il deserto del Sahara.
È un trionfo di disarmonia e aspaziotemporalità, un gesto ardito e quasi dadaista, un tentativo, meritevole questo magari, di gemellarsi od omaggiare qualche realtà del Sud. Non lo so cosa è (e se lo sapessi non sarebbe più UFO d’altra parte), ma sono rimasto stupefatto e puntodidomandato. C’era un persona che mi ha visto mentre facevo la foto per l’articolo e mi ha detto ‘fotografa sì, e poi quando la scarichi sul computer mettici anche sotto una bella cacca’.
Ha detto ‘merda’, ma sembrava brutto riportarlo. In fondo è Natale.
Ma, parafrasando Eduardo De Filippo, addà passà la natalata. Speriamo presto.
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