E salutami Stanley, se lo vedi.

Poi dici che La Spezia è brutta. Se non sei mai stato nei bagni (lato uomini) delle Terrazze. Quelli tutto in fondo a destra appena uno entra, per la cessistica (la casistica applicata alla toilette, che è sempre in fondo a destra per l’appunto).
Io ci sono stato e la sensazione di magnificenza è stata tale da indurmi pensieri, suggestioni, riflessioni, questo stesso articolo, infine. Per un attimo ho anche pensato di metterci un tavolino e una sedia. Perchè appena entrato, per lavarmi le mani prima di una piada formato highway della Florida, mi sono girato verso il fondo del bagno, e la prospettiva e simmetria delle forme, l’accordo dei colori e la disposizione delle luci -oltre alla musica in lieve sottofondo- mi hanno proiettato dritto dritto dentro la scena di un film di Stanley Kubrick.
Nell’Overlook Hotel di Shining, e magari dal fondo sarebbe potuto spuntare un tizio con una accetta, in cerca di Wendy, e io non avrei saputo indicargli dove si potesse trovare la tizia. O sarebbero potuti uscire dalle porte i componenti della banda di picchiatori di Arancia Meccanica in sosta pipì e in cerca di lattepiù, e io gli avrei indicato la Coop, che ci si trova anche quello con gli omega3 di latte, o certamente sarebbe potuto spuntare Palla di Lardo, che non mi avrebbe detto nulla, si sarebbe lavato le mani e se ne sarebbe uscito cacchio cacchio.
Io non saprei dire se queste visioni siano state indotte solo dal design così curato dei bagni delle Terrazze o se ci sia stata una reazione con i detergenti con cui puliscono i bagni stessi, o con le polveri e agenti inquinanti che si dice aleggino nell’area ex-Ip, che deve essere roba buona ad ogni modo, bella potente.
Perché finito di lavarmi le mani il pensiero visionario ha avuto un suo seguito, mentre me le asciugavo con un attrezzo avveniristico stile Odissea nello Spazio, un seguito che mi ha portato oltre i film dello Stanley, indietro nel reale possibile. Mi sono detto: certo che se uno mi telefonasse, chessò da Milano, in estate, mentre sono qui dentro, e mi chiedesse ‘Dove sei di bello?’ io gli risponderei ‘Ai bagni delle Terrazze’, e il mio interlocutore, supponendolo ignaro di cosa siano le Terrazze, mi immaginerebbe in uno stabilimento balneare posizionato su un terrazzamento in riva al mare, sdraiato su un lettino, al sole, con sotto la terrazza l’acqua limpida che lambisce gli scogli, una comoda scaletta per fare il bagno, e un bar con delle bibite rinfrescanti, tramezzini e gente in camicia bianca a servirti. Una figata, e per il mio amico interlocutore sarebbe un po’ come i telespettatori dei paesi poveri oltre Adriatico, che dicono di percepire dalla TV l’Italia come un paese ricco, e dove ognuno può fare la sua fortuna, e per questo decidono di venire qui. E una volta arrivati capiscono la differenza fra la TV e la realtà, fra quel che si racconta e quel che è per davvero.

Ecco il mio ipotetico interlocutore milanese, arrivato alla Spezia bramoso delle Terrazze, del mare e delle bibite servite in camicia bianca, potrebbe avere lo stesso senso di smarrimento dei cercatori di fortuna dell’oltre Adriatico, e di fronte a certi diffusi angoli di bruttezza oggettiva che offre la città, non capirebbe. Mi chiederebbe, sarebbe agitato, inquieto, potrebbe arrivare a dire cose antipatiche tipo ‘Ma questa città è un cesso!’. Allora, a questa precisa frase, per rinfrancarlo lo porterei a mangiare una piada formato Highway alle Terrazze. Ma prima, gli direi, vai a lavarti le mani, vai, è in fondo a destra.
E salutami Stanley, se lo vedi.

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