Incursioni aeree sul Golfo della Spezia

Dopo lo studio delle fortificazioni locali in “Difesa di una piazzaforte marittima”, Stefano Danese e Roberto De Bernardi esaminano le incursioni aeree sulla Spezia e l’attuazione sul territorio delle misure di protezione attiva e passiva elaborate a livello centrale e locale.

 

 

Un minuzioso lavoro di confronto dei rapporti di missione Alleati con i diari di guerra della protezione antiaerea definisce esattamente la cronologia dei raid: per rappresentarne in maniera vivida l’entità e gli effetti sulle strutture e sulla vita di tutti i giorni della popolazione e, insieme, l’organizzazione della difesa, sono stati allegati integralmente relazioni e rapporti delle Amministrazioni.
Se, rinunciando a preconcetti e stereotipi, si rapportano gli attacchi portati alla città al numero delle vittime, all’entità dei danni ed ai tempi della ripresa a fine conflitto emerge come l’opera di prevenzione e i risultati conseguiti dalle difese non siano stati pessimi come abitualmente dato per scontato, specie ove si consideri l’enorme attrazione esercitata dalla flotta e dall’obiettivo industriale e militare, la sua ristrettezza, l’agevole identificazione diurna e notturna e la difficoltà di ottenere allarmi tempestivi.
“Un’analisi obiettiva e pregnante, scevra da preconcetti e stereotipi, attraverso una minuziosa valutazione degli effettivi danni subiti e delle perdite inflitte” commenta l’Ammiraglio di Squadra Andrea Toscano, Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dell’Alto Tirreno, e il Sindaco della Spezia, Dott. Massimo Federici, aggiunge: “Una storia che è bene continuare a raccontare perché ne venga tenuta viva la memoria, è quello che fanno in questo libro gli Autori con la meticolosità di dettaglio cui ci hanno abituati”. Luciano Ghirlanda, presidente della Euroguarco Spa, ha fortemente voluto la pubblicazione di questo volume che lo ha colpito alla prima lettura: “Tutto d’un tratto ho rivisto i fasci dei riflettori sciabolare il cielo notturno, ho riudito il suono lacerante delle sirene, il rombo cupo degli aerei nemici, il fischio delle bombe, lo staccato della nostra contraerea e il boato delle esplosioni”.

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