Nino e Ida Agostino: quando la giustizia non arriva

Era il 21 giugno 1989 quando all’Addaura il giudice Giovanni Falcone scampò a un attentato. A sventare l’attentato furono due giovani poliziotti: Antonino (Nino) Agostino e Emanuele Piazza (quest’ultimo agente del SISDE).

Era il 5 agosto 1989 quando Nino Agostino, assieme alla giovane moglie Ida Castelluccio (che aspettava un bambino) andò a casa dei genitori, era il compleanno della sorella. I sicari, in motocicletta, spararono e colpirono a morte la coppia, davanti agli occhi dei genitori di Nino. La polizia seguì per un po’ la pista di un’ improbabile “pista passionale”. La notte del duplice omicidio dall’abitazione sparirono i documenti del giovane poliziotto, gli appunti sulle sue indagini (il fallito attentato all’Addaura).

A questo ragazzo io gli devo la vita” disse il giudice Falcone, presente ai funerali, assieme al collega Paolo Borsellino.

Dal 1989 a oggi la famiglia Agostino e la famiglia Castelluccio aspettano verità, aspettano che gli assassini e i mandanti dei due giovani siano puniti, aspettano la giustizia. Vincenzo Agostino, padre di Nino, è un uomo alto, dagli occhi buoni, con una lunga barba bianca e i capelli, anch’essi bianchi, che gli scendono sulle spalle. Non taglierà né barba né capelli finché non verrà fatta giustizia. La signora Augusta, la moglie, veste ancora a lutto.
Entrambi sono spesso presenti alle manifestazioni antimafia: i loro visi, i loro occhi, esprimono un dolore sconfinato, insormontabile, ma allo stesso tempo un’incredibile dignità, sorridono e si fermano a stringere mani, a scambiare due parole con tutti. L’affetto che li circonda è profondo.

La verità, purtroppo, appare ancora lontana: la vicenda di Nino e Ida è rimasta fuori anche dal processo sulla cosiddetta Trattativa Stato-mafia, perché avenuta prima del 1992. L’ennesimo dolore per i coniugi Agostino, un’altra ferita.

Nonostante tutto, speriamo sempre di vedere il signor Vincenzo sbarbato.

Era il marzo del 1990 quando Emanuele Piazza scomparve da casa: venne strangolato e poi sciolto nell’acido.

Anche per lui, niente giustizia.

E il nostro si dice un Paese civile.

 

 

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