La storia di Attilio Manca al Valle occupato, recensione di Monica Capodici

Siamo al Teatro Valle Occupato di Roma, occupato da più di un anno e mezzo, dove con molta professionalità e serietà gli attori, l’orchestra e tutto lo staff, dopo mesi di prove, mandano in scena lo spettacolo che parla della vicenda di Attilio Manca, per la prima volta rappresentata in teatro. Sono poco più delle 21 del 5 dicembre 2012, e centinaia di persone riempiono la sala. La regia è di Emanuel Giliberti, le musiche dell’Orchestra Med Free Orkestra, formata da vari componenti provenienti da tutto il mondo.

Gli attori che narreranno questa vicenda sul palco del teatro sono Cristina Borgogni, che interpreterà Angela Manca, Corrado Fortuna nelle vesti di Gianluca Manca, Marco Gambino e Vincenzo Crivello che metteranno la loro bravura nel raccontare questa triste vicenda. Infine Paolo Briguglia, l’attore che vestirà i panni di Attilio Manca. Tra il pubblico sono presenti i fondatori, il Presidente dell’ANAAM (Associazione Nazionale Amici di Attilio Manca) Stefano De Barba, Gioacchino Angela e Gianluca Manca rispettivamente padre, madre e fratello di Attilio. Presenziano all’evento Olga Nassis, antropologa e traduttrice del primo libro su Attilio Manca “L’enigma Siciliano di Attilio Manca” di Joan Queralt, Luciano Armeli Iapichino, scrittore del secondo libro “Le Vene Violate” e il giornalista Attilio Bolzoni. Don Marcello Cozzi, vicepresidente di “Libera” e cofondatore dell’ANAAM, introduce lo spettacolo. Con estrema bravura spiega la vicenda e, rivolgendosi alla famiglia Manca, dice: “Questa sera vi restituiremo Attilio”. Dopo un lungo applauso, lo spettacolo comincia. Paolo Briguglia sale sul palco e ci offre un’ottima interpretazione, tanto da suscitare l’apprezzamento dei familiari che dichiarano commossi di rivedere Attilio sul palco. Angela e Gino sono visibilmente emozionati nel vedere la straordinaria rappresentazione e la messa in scena delle parole, dei sogni, dei sorrisi e della tristezza di Attilio. L’Orchestra accompagna le varie interpretazioni con grande impegno, per fare in modo che lo spettacolo dia un buon risultato ed entrare nel cuore del pubblico. In un momento particolarmente felice i due fratelli intonano le note di Romeo end Juliet degli Dire Straits, canzone preferita di Attilio. Il pubblico segue lo spettacolo con attenzione e alla fine applaude per svariati minuti alzandosi in piedi. Dopo i vari ringraziamenti letti dall’attore Vincenzo Crivello, la famiglia Manca viene invitata a salire sul palco, dove il Presidente dell’ANAAM, dona loro una targa con il simbolo dell’Associazione, una mano aperta, che vuole trasmettere il messaggio “fermati e pensa”.

Monica Capodici (da Antimafiaduemila.com)

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