Alcune modeste riflessioni sulla cultura

Le dichiarazioni del nuovo assessore Diego Del Prato in quota SEL in interviste e incontri pubblici mi hanno fatto venire in mente alcuni suggerimenti. Frasi ad effetto, azzeccate, niente da dire: “Il tempo delle marchette è finito”, “Cultura non eventifici”, “Diamo attenzione ai Giovani”  e poi si parla:

Di “cultura come valore aggiunto”; Di “regia d’insieme” (chi sarà il mega direttore chiamato a dirigere una “corte dei miracoli”?); Di “qualità” (“è quello della Lola!”)

Di sprovincializzazione (di questi tempi in cui le provincia sono diminuite, in cui i rifiuti vanno sprovincializzati, dirlo va di moda)

Per lo slogan SPROVINCIALIZZIAMO LA CULTURA  vengono nominati come papabili 3 spezzini -diciamola tutta- sconosciuti anche agli stessi spezzini.

Domanda: ma non dovevamo sprovincializzarci?non è che vogliamo invece adottare lo slogan leghista “Non spezzini fora di bal”?

Ecco i nominati dell’assessore: Matteo Taranto, promessa del cinema, Roberto Alinghieri attore del Teatro Stabile di Genova, Umberto Bonanni, agente e promoter musicale.

Nominando un attore del Teatro Stabile si sancisce definitamente il legame indissolubile (diciamo pure la servitù della gleba) tra il Teatro Civico e il carrozzone dello Stabilone capoluogo della Regione (basta guardare le produzioni ospitate). Ce lo immaginavamo già da tempo, ora sarà ufficiale.

Umberto Bonanni è il jolly per tutti gli eventi musicali spezzinoidi, colui che chiama, organizza, dispone dalle feste popolari di piazza agli eventoni arci-noti. Matteo Taranto è un attore di fiction di successo e una giovane promessa del cinema .Ma persone con questi profili ce ne sono parecchie in città. Perché non scegliere l’eccellenza piuttosto? Perché preferire l’uno e dimenticarsi degli altri? Qual è il valore aggiunto da queste persone in una cultura che -Lei dice- è il valore aggiunto? E poi non vorrà mettere in teatro un agente artistico in modo che ci guadagni due volte, che guadagni grazie al Comune e grazie alle royalties degli artisti? Non vale non è corretto. Abbiamo già dato in questo senso…

Premesso che riteniamo deleteria la questione del localismo, ma se spezzino deve essere questo benedetto direttore, non capiamo perché per esempio, Alinghieri si e Paolo Logli no, Alinghieri si e Fabrizio Contri no, Alinghieri si e Oreste Valente no.

Paolo Logli ha più di un asso nella manica, è uno sceneggiatore Rai e cinematografico di successo ed è anche un autore teatrale brillantissimo, ha vinto un Premio Eti e i suoi lavori sono stati rappresentati in teatri importanti; Contri è un attore teatrale televisivo e cinematografico di altissimo livello con ruoli da protagonista per giunta. Oreste Valente ha diretto per 15 anni il Festival Teatro donna a Porto Venere ed è attore della compagnia di Carriglio.

Niente da dire sui tre nominati dall’assessore sul piano del profilo artistico/professionale per carità: Alinghieri, l’unico veramente legato al teatro recita in spettacoli di prosa  con parti non da protagonista ma brillanti..Quanto a Matteo Taranto attore di fiction, mi viene da dire “Che c’azzecca”???

Se serve la patente di spezzino che abbia almeno un pochino trovato spazio nei giornali allora tanto vale mettere Alexia. O il ciclista Petacchi.

Poi questo fantomatico “manager” a costo zero, per Camec da trovare col lanternino, pure pensionato come Lei afferma, che interessi farà? Quelli della città o della propria scuderia artisti? Sarà un collezionista d’arte che piazzerà i suoi “nomi” per far salire le quotazioni del suo Atelier?Perché non mettere invece i  MASBEDO fondato dallo spezzino Jacopo Bedogni, gruppo artistico STRAFAMOSO a livello internazionale con le loro installazioni?

E poi perché un  manager a “costo zero”?

La cultura è un valore aggiunto e fin qua siamo d’accordo, ma chi sta ai vertici deve poterselo permettere? In base a quale logica?   Conosciamo gli sprechi alla cultura fatti in passato con le mostre costosissime e inutilissime che imperversavano nelle piazze o nei musei, o le nomine ben retribuite a direttore/trici fondamentali quanto il due di picche quando la briscola è denari.

E poi SOPRATTUTTO: perché non nomina neanche una donna tra le possibili direttrici museali o teatrali? Pensa non ce ne siano di papabili? E Catia Castellani e Anna Monteverdi? Ma lei conosce davvero la nostra città, il suo background culturale, le sue risorse umane?

Un suggerimento, uno solo: faccia una cosa giusta, una cosa di sinistra anche di una sinistra “moderata”, cioè un po’ di destra come direbbe Ascanio Celestini: in nome della “legalità” “trasparenza” “etica” “competenza professionale” che il PD tutti i partiti evocano e non mettono mai in pratica, faccia un bando una call pubblica, richieda un progetto di gestione e lo mandi a tutt’Italia non tra Piazza Brin e il Bar Riccardo.

Vedrà, la città si sprovincializzerà.

Buona fortuna

Paola Settimini

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