Un intervento di Mirco Manuguerra sulla cultura

Dopo la conferenza tenuta dal Sindaco Federici e dall’Assessore alla Cultura Del Prato sul tema “La Cultura in discussione” e dopo l’intervista comparsa ieri su Il Secolo XIX dello stesso del Prato, per cui i manager della cultura dovrebbero lavorare gratis (i politici invece no?), si moltiplicano gli interventi dei nostri lettori.

Presentiamo oggi un commento specificamente dedicato al tema della “Cultura in discussione” a firma del nostro lettore Mirco Manuguerra, dantista spezzino di fama nazionale, le cui proposte per una rinascenza della città (il Museo Civico Unificato, il festival Wagneriano, l’Arsenale come Città Fiera) sono già state ampiamente presentate sulle nostre pagine.

LA CULTURA NON E’ MAI IN DISCUSSIONE

A proposito dell’incontro pubblico organizzato dal Bravo Sindaco, Massimo Federici, e dal suo degno Bravo Assessore alla Cultura, Diego Del Prato, mi soffermo solo sul titolo, che è già tutto un programma: La Cultura in discussione.

Dopo la boiata del “Piano Regolatore della Cultura”, pensato da quel think thank di valore mondiale che è la Sarzana del Festival della Mente Ottenebrata, ecco che Spezia subito risponde alla grande con uno slogan veramente degno della Giusta Gloria di tutti i Pepponi da provincia sottosviluppata.

Così, secondo quei due, la Cultura sarebbe “in discussione”, eh? Ebbene, la Cultura NON è MAI in discussione, se non nelle teste bacate di chi è continuamente animato – per dirla con D. H. Lawrence – da un desiderio frustrato [e isterico] di supremazia.

Bene ha fatto LaSpeziaOggi a mettere subito in chiaro, dalla “Spocchiosa” orgogliosa e splendida che è, che “democrazia” significa «scelta condivisa della gestione degli spazi pubblici». Lo diciamo a maggior ragione, dato che le tasse le paghiamo tutti, non soltanto i Magnifici Iscritti a certe illustrissime Corporazioni. Quindi, per noi, ogni libera associazione regolarmente costituita ha pieno diritto di svolgere le proprie mansioni di Operatore Culturale presso tutte le strutture pubbliche, nessuna esclusa, Teatro Civico compreso. Non solo, ogni libera associazione regolarmente costituita ha pieno diritto di essere rappresentata nella gestione di tali beni collettivi.

Noi oggi, di fronte a simili stilemi, diciamo BASTA con questa ridicola autoreferenzialità da Bravi Amministratori Decadenti;  BASTA con l’offerta scialba di banali lectio magistralis  regolarmente tenute dai Boiardi dei poteri forti per imbonire le masse con il loro falso e deleterio politically correct; e BASTA anche con il “teatro impegnato” diligentemente teso soltanto a lucidare, con luride leccate, gli ottoni della cultura putrefatta da post II Guerra Mondiale.

A noi non frega niente degli interessi di parte sostenuti dalle lobbies costituite da certi settarismi e ideologismi imperanti: noi pensiamo l’Universale. Noi pensiamo in termini di Pace Universale, non di conflitti di interesse. Noi sappiamo parlare del Dio dei filosofi, non di stupidi ateismi tragicamente indimostrati. Noi sappiamo discutere di famiglia, non di accozzaglia da terzo mondo operato. E noi vogliamo dire la nostra in tema di ospitalità, che non vuol dire affatto “invasioni barbariche”. “Io accolgo”, dicono questi scellerati. Io invece mi domando: “Accogliere chi, e come?”.

In conclusione, noi vogliamo una Cultura libera e impegnata sugli alti valori della vita. Noi disprezziamo l’appiattimento e il degrado sociale. Noi vogliamo una Cultura capace di far emergere il Merito del Genio, non la cialtroneria del “6 politico”. Noi  pretendiamo una Cultura che produca impresa etica, non baracconi da Furbetti & Sindacato. Vogliamo volare alto. Basta con la sottocultura da ACAM e Arsenale.

È ben vero che la Cultura è uno specchio fedele delle città. Ma non è la Cultura ad essere messa in discussione: ad essere discussi sono solo i colpevoli.

 

Mirco Manuguerra

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.