Del Prato, ovvero la cultura dell'improvvisazione.

Diego Del Prato – l’assessore di cui nessuno sa dire ancora cosa abbia fatto in ben 6 mesi che è lì, tranne sparare dichiarazioni d’intenti variegate e un po’ folcloristiche – non si sa bene che lavoro faccia (non risulta da nessuna parte), né che competenze abbia (a parte l’aver scritto un libro), dalla scheda biografica risulta essersi trasferito a Spezia nel 2006 – dunque non si sa nenache che cosa conosca della realtà culturale e territoriale cittadina.

Il paradosso è che abbiamo messo lì uno “senza arte né parte” che prende lo stipendio da assessore (1500-1800 euro al mese?) e che dice che ci vorrebbe uno bravo per dirigere i singoli settori (un manager) però che lavori gratis.
L’assessore è dunque in linea con le uscite di Monti e della Fornero; l’Italia dell’arte e dei monumenti è finita in mano ai “signori nessuno della politica”, che pretenderebbero che chi ha competenze lavorasse gratis per permettere a loro (e ai superfunzionari da 95000 euro l’anno, che forse sono inutili) di continuare a mangiare senza saper fare niente.

Vorrei sapere cosa ne pensa il Sindaco.

 

Garibaldi Anita

 

 

 

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