Botta e risposta sulla Sanità a Follo

In merito al Comunicato dei Cittadini Partecipi e Solidali di Follo (http://www.laspeziaoggi.it/news/follo-chiusura-asilo-e-cup/) ci scrive Giuliana Michelini, cittadina follese e da anni impegnata nei Movimenti Sanità. La lettera è di tenore contrario a quello del Comunicato. La pubblichiamo e restiamo in attesa di eventuali repliche.

C’è da restare basiti come cittadini follesi dalle notizie approssimative di questo comunicato.

Chiunque abbia anche solo un’infarinatura delle tematiche sanitarie sa bene che il sindaco è completamente privo di poteri in materia :assurdo quindi dire che “la giunta ha smantellato..”. Devo dire che il CUP serviva male la cittadinanza, sia quando faceva attendere mesi e mesi per avere un appuntamento, sia poi quando troppo spesso i referti venivano persi o dati con molto ritardo perchè avevano fatto il giro della valle. Chiariamoci: il CUP, di cui utenti avevano rilevato l’inutilità e scomodità, poiché non rispondeva al telefono e quindi i cittadini comunque dovevano fare la strada, anche lunga per chi abitava nelle frazioni, prenotava esami e visite, come peraltro fa molto più comodamente il CUP spezzino via telefono. Chi doveva ad esempio sottoporsi a prelievo di sangue doveva andare nello stabile della Croce Rossa, che non è propriamente dietro l’angolo :per i follesi, anzi, dista più o meno come lo stabile del Distretto socio sanitario di Ceparana.
Tra l’altro corre l’obbligo di precisare che sono rimaste allo stesso posto a Follo verso Piana Battolla le sale prelievi, che hanno aumentato i giorni di presenza per i prelievi , mentre la Direzione generale della ASL aveva già deciso con il favore della precedente consigliatura di creare un Distretto socio sanitario nuovo ed efficiente a Ceparana,trasferendo i pochi ambulatori da Follo e di informare i membri del Comitato che la ASL ed i medici di base,o almeno quelli che hanno voglia di fare il lro lavoro, si cono accordati affinchè sia il medico di base a fare dal suo studio le prenotazioni per il paziente e che glui esiti di esami e visite vengano poi sottoposti al medico stesso tramite un apposito programma .Tanto rumore per nulla! Anche se temo che qui di medici disponibili a dare questo servizio ai pazienti ce ne siano pochi tenuto conto che alcuni rifiutano di prescrivere ad una paziente intorno ai 60 anni la Moc inventandosi  di sana pianta la teoria che la Moc va fatta solo dopo 15 anni dall’ entrata in menopausa. Ma togliamo la laure4 a questi inetti esponenti della professione sanitaria!!!
Al posto degli ambulatori sopraccitati è stato invece posto il servizo di assitenza a domicilio e verrà messo un centro per assistere chi ha delle dipendenze.

Il centro anziani diurno aveva pochi utenti perché le rette erano molto care e spesso al di sopra delle possibilità di un pensionato, per cui la famiglia preferiva tenerlo a casa non potendo affrontare certe spese a cuor leggero. Comunque anche qui la parola del sindaco e della giunta non aveva seguito perchè la decisione è ancora e solo della ASL! Repetita iuvant, ma forse con certe persone no.

Per quanto riguarda l’asilo nido, diciamo subito che non mi risulta che la cooperativa sia una figura di diritto pubblico ed è invece  disciplinata dal codice civile quale società a capitale variabile con scopo mutualistico. O almeno questo dovrebbe essere lo scopo perc hè da quanto ho avuto modo di vedere nelle cooperative  c.s. sociali  a <milano e qui mi sembra ben lontano questo scopo dall’operato delle stesse. Che dire delle cooperative che prestano servizi e personale nella sanità locale,che fanno pagare alla sanità pubblica retribuzioni orarie enormi  rispetto al costo di un dipendente sanitario pubblico (euro 1400 e rotti  come paga oraria  per dipendente )  per poi retribuire il lavoratore con cifre irrisorie. E lo stesso lavoratore si trova facilmente senza tutele quando chi gestisce la cooperativa decide di sciogliere la società magari solo per costituirne un’altra con altri soci -dipendenti. Fatta questa premessa necessaria  torniamo all’asilo nido di Follo. Alla scadenza del contratto della cooperativa ,che lo aveva in gestione , è stata bandita una gara d’ appalto in cui si richiedeva  un dettagliato programma educativo oltre ad altri requisiti,che sono stati valutati dalla commissione, che non era composta solo dal settore tecnico  che peraltro doveva valutarne l’affidabilità solo da  questo punto di vista.
In realtà la decisione del comune era necessitata: era stata una consigliera della Corte dei conti a comunicare in via informale che non esistevano le condizioni legali per rinnovare il contratto! Infatti la cooperativa pagava un affitto esiguo al comune,che curava inoltre  la manutenzione dell’immobile e del giardino  e pagava le bollette. Questo esborso di denaro e d il mancato guadagno da parte del comune non era compatibile con le norme in materia.Il Comune siamo noi cittadini e quindi un risparmio  con un miglioramento del servizio non mi pare cosa da buttare a meno che non si voglia fare polemica gratuita e fine a se stessa.I Progetti  presentati dai  partecipanti alla gara erano stati valutati dalla commissione  credo in scienza e coscienza: ha poi ottenuto di svolgere il servizio  chi aveva dato maggiori garanzie educative, di gestione e sistemazione dell’immobile ed aveva anche assicurato un miglior servizio. Ad esempio il comune aveva più volte chiesto alla cooperativa, ottenendone un rifiuto, un prolungamento di orario perché chiudere alle 16 massimo avrebbe creato disagi ai genitori che  lavorano.L’appaltatore ha invece assicurato l’apertura sino a tardo pomeriggio dell’asilo nido ed anche durante le feste: l’asilo resterà aperto anche durante le vacanze di Natale.Il tutto con un esborso inferiore a quello precedente  da parte delle famiglie che vi portano i figli e con buona pace della Corte dei Conti.

Che dire di questi cittadini, tutti impegnati in politica forse stanchi dei partiti già di appartenenza? Senza voler infierire troppo  mi auguro per il futuro che prima di mettere in giro voci allarmistiche si  documentino: la campagna contro la giunta in carica deve essere politica e non certo una battaglia dal sapore meramente personale!!! Le polemiche non servono se non ci sono dati politici documentati ed utilizzati politicamente. Già, ma mi sa che  mettere in giro voci allarmistiche ed infondate sia un’abitudine da queste parti visto che una dei firmatari questa estate informò tutto il paese che avrei avuto una terribile malattia e che ero messa malissimo, incapace di intendere e volere  mentre avevo avuto unicamente un trauma cranico non commotivo (= non ho mai perso conoscenza) a seguito di trauma accidentale, come recita anche la cartella clinica! Leggersi cosa prevede il codice  oltre ai documenti ,che si contestano, sarebbe il minimo richiesto a chi fa parte di un comitato ,che pretende di rappresentare i cittadini!!!”

(Giuliana Michelini, giurista)

 

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