Gli abitanti del Canaletto e Italia Nostra commentano il convegno di Villa Marigola

Nota critica  di un gruppo di abitanti del Canaletto e di ItaliaNostra Spezia, in margine al convegno del 20 novembre a Villa Marigola, sulla Eccellenza del Caso-Spezia, cioè del suo Porto/containers.

Non avendo potuto esprimere a voce questa nota, in quanto nessuno degli abitanti confinanti con il Porto e nessuna Ass.Ambientalista hanno ricevuto l’invito a parlare, scriviamo- verso diffusione- alcune considerazioni, ritenendole necessarie a un quadro informativo non solo di parte, ma  completo e ad  un confronto  di opinioni più realistico e produttivo!!

In sintesi Due sono gli aspetti da considerare, relativi al metodo e al merito.

Critichiamo il metodo seguito da Autorità portuale perché, come si può leggere nelle Prescrizioni della Regione, molto prima di procedere ai tombamenti, in vista di ottenere il quasi raddoppio del numero di containers veicolati, l’A.P. deve procedere al RISANAMENTO ACUSTICO  e più in generale “ verificare gli effetti ambientali dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua ed acustico, definendo programmi di monitoraggio ex-post, sulla base di indicatori ambientali idonei”.

E qui siamo sempre in attesa poiché quasi nulla di importante è stato fatto….nemmeno, come piccolo esempio, imporre alle grandi navi di ormeggiarsi di prua onde ridurre almeno i rumori dei generatori elettrici!

Quanto al merito, bisognerebbe  verificare se  sia  veramente utile ( e a chi )  applicare un  Piano Regolatore Portuale vecchio di  oltre 10 anni, degno perciò di essere rivisitato,  anche alla luce dell’attuale situazione economica, per valutare  se è  ancora attuale  procedere al Megaporto Containers  nel cuore del turistico Golfo dei Poeti, con le negative interferenze reciproche.

Fa parte del merito della questione anche “svelare” che i cittadini delle Borgate Marinare di Canaletto e Fossamastra, perderebbero -pur Non consensienti- insiema al MARE, il titolo di “Borgata Marinara”,  causa  il tombamento delle 2 storiche marine,  su cui-peraltro- ancora insistono attività commerciali e la pregevole e redditizia miticoltura, oltreché la possibilità per i borgatari ( e gli spezzini),  di passeggiare vicino al  loro mare!!

Procedere ad un Mega Porto così grande, in una zona cittadina già ora molto provata dai suoi impatti, ed in un Golfo così affollato da essere  al limite della S-naturalizzazione, potrebbe rivelarsi scelta eccessiva e quindi infelice, ma sicuramente significa socializzare  gli svantaggi (in termini di danni ambientali) al vasto pubblico e privatizzare i benefici che vanno sostanzialmente a privati investitori,( anche se con  alcune positive ricadute in termini di posti di lavoro).

Per chi non è “del luogo” ,  il quadro uscito dal Convegno  a Villa Marigola  appare  solo un tripudio di lodi, per giunta unanimi visto il mancato invito ai possibili detrattori, quadro per nulla fedele   alla più  realistica ma prosaica  fotografia dell’incidenza profonda e pesante  del Porto sulla città e sul Golfo!

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