Allerta sì, allerta no

Ora, si capisce che nei panni di un amministratore, o di un addetto della protezione civile, dopo quello che è successo l’anno scorso la prudenza non è mai troppa. Tanta comprensione.
Però.
Siamo (credo) al terzo weekend di fila di allerta meteo alla Spezia e non solo.
Senza che ci fosse, a posteriori, una reale esigenza molto spesso.

Parliamone.
Non c’è un qualche avviso più graduale, una distinzione per zone? L’italiano prevederà delle sfumature, sono spessi i vocabolari in fondo.

Perché, per una questione di assuefazione, fra un poco le prenderemo un po’ così, “toh c’è l’allerta meteo… andiamoci a fare una bella passeggiata al mare”.

E quindi allerta ci dovrebbe essere quando davvero c’è il rischio, quando passata la perturbazione capisci che l’allerta aveva un senso, altrimenti se si dirama una allerta e poi il tempo è così, semplicemente piovoso, ci si confonde, non si prende debitamente sul serio la volta dopo, e il danno può essere enorme, si capisce.

Affrontata la questione terminologica, si apre una faccenda più problematica.

Mettiamo caso che l’allerta meteo sia giustificata, che davvero venga tempo molto brutto, o che anche per una pioggia non pazzesca possa succedere un qualche disastro: oltre all’avviso, ci vorranno anche delle azioni concrete di prevenzione nei punti sensibili? Altrimenti l’allerta a che serve? E intervenire sui punti sensibili affinché non siano più tali?
È rivenuto giù per l’ennesima volta un pezzo di monte lungo la Ripa, ad esempio. Che però era aperta, e la frana è avvenuta nonostante siano stati fatti degli interventi di consolidamento (…).

No perché, alle volte, poi sembra che sia tutto un poco fuori controllo, a descriverla. L’anno prima una pioggia disumana e neanche un’allerta, succede il disastro, quest’anno allerte su allerte, e piove a volte sì a volte no, a volte boh, chiudono le scuole e gli uffici pubblici ogni due per tre e poi magari rimane aperta una strada più o meno a rischio frane, che decide per il più e si riempie di frane, ovviamente proprio mentre sta passando qualcuno. Insomma una lotteria, in cui alle volte il gioco di chi gestisce le città sembra sia quello di, detto in modo tecnico, pararsi il culo, in assenza di certezze. Che però, purtroppo, scarseggiano quasi sempre.

Vuoi vedere che sopravviveranno solo quelli col Suv?

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