Rapporto Ecosistema Urbano: la vera classifica per Spezia!

Ennesima edizione del Rapporto Ecosistema Urbano  e ancora toni trionfali da parte di amministratori e mass media locali,  rispetto ad una classifica generale che ci vede al terzo posto delle città medie (tra 80 e 200.000 abitanti).

Toni che non corrispondo alla verità dei fatti e dei numeri, se letti con obiettività. Vediamo perché.

 

LA METODOLOGIA SU CUI SI FONDA IL RAPPORTO

Sotto il profilo metodologico ci sono molte cose che non tornano in questo Rapporto

1. è fondato solo sui dati forniti dai Comuni e quindi come dire ha una sua parzialità di base che non può essere compensata dalle verifiche a distanza fatte dagli estensori del Report.

2. la distinzione in tre classifiche (città sopra i 200.000 abitanti, città tra gli 80.000 e i 200.000 abitanti, città sotto i 80.000 abitanti) è sotto il profilo ambientale totalmente arbitraria, come è noto, per misurare/valutare la sostenibilità di un territorio, non conta solo la quantità dei residenti ma anche il modo in cui sono distribuiti sul territorio, le attività che sul territorio si svolgono, le caratteristiche meteclimatiche e geomorfologiche del territorio.

3. non contiene alcun riferimento alle politiche di prevenzione sanitaria e quindi ad una valutazione dello stato della salute degli spezzini anche in rapporto all’inquinamento.

 

INDICATORI PRIVATI: POSITIVI 

Tra gli indicatori positivi ci sono quelli legati non a politiche della pubblica amministrazione ma a comportamenti di privati cittadini e imprenditori:

Consumi elettrici  kwh/pro capite: Siamo settimi tra le città medie

Produzione rifiuti procapite :  siamo  decimi  tra le città medie

Certificazione ambientali (ISO 14001): siamo terzi tra le città medie

Vetture circolanti per 1000 abitanti: siamo primi tra le città medie

 

 

INDICATORI PUBBLICI: NEGATIVI

Fotovoltaico sui edifici comunali: siamo trentatreesimi su 40 città medie

Solare termico su edifici comunali: siamo decimi ma il dato è inattendibile perché riferito al 2010.

Teleriscaldamento edifici pubblici : siamo fuori classifica

Politiche energetiche (vale a dire  piani energetici, incentivi al risparmio e all’uso di fonti rinnovabili, regolamenti sulla bioedilizia etc.): siamo  ventisettesimi  per le città medie su  40 a pari merito con città come Catanzaro, Reggio Calabria, Siracusa

Raccolta differenziata e riciclaggio: siamo trentaquattresimi su 44 con una percentuale di raccolta del 34%  (obiettivo di legge al 2012 è del 65%)

Ecomanagement (buone pratiche degli uffici comunali: certificazioni ambientali, uso prodotti verdi etc.) : siamo al ventiseiesimo posto su 43 città medie.

Depurazione scarichi civili: siamo quarantesimi su 44 città medie!

Differenza tra acqua immessa e consumata (usi civili, industriali ed agricoli): siamo ventiseiesimi su 43 città medie.

Mobilità sostenibile: siamo trentatreesimi su 39 città medie. Si tratta di un indicatore significativo perché legato a politiche della pubblica amministrazione di promozione di mezzi e metodi di mobilità urbana sostenibile quali: car sharing,radiobus, mobility manager etc.)

Verde urbano usufruibile nell’area urbana del Comune: siamo trentaquattresimi su  42 città medie.

Piste ciclabili (metri equivalenti ogni 100 abitanti): siamo trentaduesimi su 41 città medie.

Ciclabilità (indice sintetico di indicatori quali biciplan, cicloparcheggi di interscambio, bicistazioni, bike sharing): siamo ventiquattresimi su 36 città medie.

 

INDICATORI INFONDATI: QUELLO SULLA PARTECIPAZIONE

Pianificazione e partecipazione ambientale: siamo quinti a parti merito con altre due città. E’ noto che sulla partecipazione da anni l’amministrazione comunale non ha fatto nulla e quello che ha fatto è stato un fallimento totale e uno spreco di denaro pubblico (percorso di A21 e Pianificazione Strategica che comunque ormai risalgono all’inizio degli anni 2000 quindi oltre 10 anni fa).    Non solo ma l’attuale modello di governo del Comune di Spezia in termini di statuto e regolamenti su trasparenza, accesso alle informazioni e documenti, partecipazione del pubblico è assolutamente arretrato anche rispetto alle semplici norme di legge nazionali ed europee.

Siamo quindi di fronte ad un indicatore assolutamente non attendibile e confuso.

 

INDICATORI INFONDATI: EMISSIONI DI PM10  E BIOSSIDI AZOTO

Come è noto le PM10 sono le c.d. polveri fini . Per questo dato secondo Il Rapporto saremmo quinti tra le città medie. Peccato che il dato non sia attendibile visto che vengono fatte le medie annuali su scala comunale cioè la media tra le zone meno inquinate e quelle più inquinate. Soprattutto non si mette al confronto il dato che sarebbe ben più significativo quello delvalore medio misurato nell’arco di 24 ore.

 

UN INDICATORE DELLA QUALITÀ DELL’ARIA SIGNIFICATIVO: L’OZONO.

Nonostante la confusione comunicativa dei dati sull’inquinamento atmosferico per PM10 e biossido di azoto, emerge un dato inquietante per l’ozono (inquinamento cangerogeno come affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità). Siamo al trentatreesimo posto su 36 città.

 

INDICATORI SULLA QUALITÀ DELL’ARIA  CHE MANCANO

Il Rapporto non spiega quali inquinanti non vengono monitorati nel nostro territorio e d’altronde non potrebbe farlo perché tutto il Rapporto si basa su dati inviati dai Comuni stessi. Ci riferiamo alle PM2,5 monitorate solo in parte, ma soprattutto ai microinquinanti organici ed inorganici, per non parlare del c.d. PM10 secondario che si forma in atmosfera a partire da altri inquinanti primari come ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca e composti organici. Il PM10 secondario contribuisce alla concentrazione in aria di polveri sottili per oltre il 50% (fonte APAT Rapporto sull’inquinamento nelle aree urbane).

 

INDICATORI PUBBLICI POSITIVI

I pochi indicatori positivi frutto di politiche della pubblica amministrazione sono i seguenti:

Zone a traffico limitato (metri quadrati per abitante): siamo quarti.

Isole pedonali (in metri quadrati per abitante): siamo settimi.

Aree verdi totali su tutta la superficie comunale: siamo  settimi.

Trasporto pubblico: siamo sesti.

 

RICAPITOLIAMO

Su 24 indicatori esaminati: 13 sono negativi, 3 sono infondati, 4 sono positivi ma dipendono solo da comportamenti dei privati cittadini, solo 4 sono positivi ma uno (quelle sulla percentuale di verde nel territorio comunale non è cero frutto delle politiche delle ultime amministrazioni comunali). Inoltre mancano importanti indicatori come quello sulla prevenzione sanitaria e sulle aree da bonificare (vedi golfo dentro diga).

Insomma la classifica che vede al terzo posto la nostra città se letta con obiettività assume un significato ben diverso da quello che ci vuole vendere l’informazione ufficiale.

 

Per un approfondimento del tema si veda qui:

http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2012/10/rapporto-ecosistema-urbano-su-spezia.html

 

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