La vera storia di Halloween e le sue zucche

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la festa di Halloween non ha origine in America ma affonda le sue radici nelle tradizioni dell’Irlanda dei Celti, popolo di pastori, i cui ritmi venivano scanditi dai tempi e dai cicli imposti dall’allevamento del bestiame. Col finire della stagione estiva i pastori riportavano a valle le greggi e si preparavano ad affrontare l’inverno celebrando Oiche Shamhna, la “fine dell’estate”, un periodo di sei mesi iniziato nei primi giorni di maggio con la festa di Beltane.
I colori che caratterizzavano l’evento, e che tutt’oggi sono rappresentativi di Halloween, erano l’arancio della mietitura e il nero del buio inverno.
La considerazione che i Celti conferivano ad Oiche Shamhna si deve alla loro concezione di Universo e di Tempo, quest’ultimo interpretato come un cerchio suddiviso in cicli. Il termine di ogni ciclo era molto importante perchè pregno di magia, ma carica di forti simbologie era soprattutto Oiche Shamhna, percepita come un momento di transizione tra la vita e la morte.
La credenza voleva che Gamhain, Signore della Morte, chiamasse a se tutti gli spiriti, mentre le leggi fisiche che regolavano lo spazio e il tempo venivano sospese momentaneamente.
L’aldilà si poteva così fondere con il mondo dei vivi, permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra, in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo. Per scongiurare tali visite sgradite, i Celti rendevano le loro case fredde ed inospitali, spegnendo i fuochi dei camini ed indossando terrificanti costumi per spaventare gli spiriti che altrimenti si sarebbero potuti impossessare di loro. Veniva spento anche il Fuoco Sacro presente sull’altare per poi essere riacceso il mattino successivo.
Un altro motivo per cui i Celti spegnevano tutti i fuochi esulava dallo scoraggiare potenziali possessioni dei loro corpi. Ogni focolare, infatti, veniva acceso nella notte del 31 ottobre utilizzando la fiamma di un unico gigantesco fuoco druidico che veniva acceso a Usinach, nell’Irlanda centrale.
Riconducibile ad una pratica religiosa è anche il tradizionale “Trick or treat”, dolcetto o scherzetto: i bambini mascherati che bussano alle porte dei vicini chiedendo dolci dietro minaccia di piccoli dispetti, rievocano l’antica prassi del “Gouling”, l’elemosina di un dolce tipico, il soul cake, in cambio di preghiere per i defunti in Purgatorio.
La tradizione ha avuto comunque origine nell’Europa del IX secolo d.C: all’epoca i Cristiani, nel giorno del 2 novembre, vagavano di villaggio in villaggio chiedendo in elemosina del “pane d’anima”, appunto il soul cake, in cambio della promessa di pregare per le anime dei defunti.
Altra usanza per la cena di Halloween, è quella di rendere omaggio ai defunti apparecchiando la tavola aggiungendo un posto in più.

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