Area ex IP: ma la magistratura a Spezia in questi anni dove è stata?

La Cassazione, in una sentenza del 26 settembre 2012 (sentenza numero 37037 http://www.lexambiente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8593:aria-molestie-olfattive-e-criteri-di-accertamento-del-reato&catid=146&Itemid=16) afferma che, per quanto riguarda le molestie olfattive, è possibile basarsi anche sulle dichiarazioni di testi.
A Spezia, però, non sembra funzionare così, per quanto riguarda l’ex area IP: le molestie olfattive iniziano nel 2004, in corrispondenza con l’inizio della bonifica e sono continuate anche recentemente. 
La bonifica, approvata dagli enti pubblici, ha causato l’emissione di miasmi, secondo quanto risulta dai documenti ufficiali di consulenti dello stesso Comune.
Afferma la relazione della dott.sa Tunesi (23/9/2007), relativamente ai fronti di scavo per la bonifica:
1.è stato prodotto un esteso fronte di scavo nel subdistretto 3, che, oltre ad aver generato la diffusione dei contaminanti volatili e la migrazione degli odori fino alle prime residenze, rende ora difficile l’applicazione di appropriate tecniche di trattamento delle matrici ambientali per ridurre la concentrazione a livelli tali da impedire ulteriore diffusione di inquinanti prima di svolgere eventuali attività di scavo
2.nell’intero sito sono presenti cumuli di terreno che al presente sono senza copertura. Questi materiali possono essere fonte di ulteriore volatilizzazione di sostanze inquinanti su tutta l’area“.
Non solo: dal verbale della conferenza dei servizi relativa alla variante del progetto di bonifica del 28/7/2008 risulta che la ditta che gestiva la bonifica rifiutava tecniche meno invasive per la popolazione perché avrebbero comportato: “tempi lunghi” (pagina 4 verbale della Conferenza dei Servizi del 19/5/2008), decidendo così di mantenere “più fronti scavo aperti”.

La Magistratura spezzina, però, non ha mai aperto un’inchiesta per accertare responsabilità identiche a quelle che ora hanno portato la Cassazione alla sentenza sopraccitata. Considerato che vi erano tutte le condizioni poste dalla Cassazione (certificati medici, articoli di stampa, referti del pronto soccorso) viene da chiedersi: ma dov’era la Magistratura? 
 Un esperto di fama internazionale, il Prof Campanella, nel convegno sulla Mitigazione Olfattiva del 2008 (organizzato da Regione Lazio, ordine dei chimici , Cnr etc.): afferma che “in un sondaggio in USA su quale è il valore principale che una persona metterebbe al centro della vita, è emerso che i valori principali equamente preferiti sono: ambiente, salute e alimenti. Sono tutti valori pervasi abbondantemente dagli odori che ne caratterizzano anche la correlazione con le emozioni”.
Quindi, anche le emozioni sono un dato obiettivo ma, evidentemente, Magistratura spezzina e  amministratori locali (dirigenti di Arpal ed Asl compresi) non hanno emozioni, loro hanno solo sistematicamente rimosso i disagi di migliaia di cittadini.

Perché?

Alla luce anche di questa sentenza, crediamo che qualcuno debba delle risposte. In questa città riscontriamo un vero e proprio muro di gomma, formato anche da finti ambientalisti e finti oppositori del potere, quindi l’impressione è che, ancora una volta, queste legittime domande non otterranno risposta.

Per saperne di più: http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/search/label/area%20ex%20IP

 

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