Diga Beach: si, ma il mare in cui nuoteremo in che condizioni e?

E’ stata inaugurata questa mattina nella galleria del Porto Mirabello l’esposizione dei progetti ammessi alla fase finale del concorso di idee per la riqualificazione della diga foranea nel Golfo della Spezia.
Il progetto vincitore porta la firma degli architetti Marzio Clementi, nato a Sondrio ma residente a Barcellona e Bjorn Olaf Hinners di Kiel, anch’egli della città catalana, ed è effettivamente il progetto forse meno impattante e meglio realizzabile.

Come si legge sul sito dell’Autorità Portuale “Il cambiamento della diga foranea ai fini dell’uso turistico-nautico è previsto dal Piano Regolatore Portuale, approvato definitivamente dalla Regione Liguria nell’ottobre 2011. La partecipazione al concorso è stata aperta agli architetti e agli ingegneri iscritti agli albi dei rispettivi Ordini Professionali che, in caso di partecipazione individuale, non avessero compiuto il 40° anno di età.

Il Presidente dell’Autorità Portuale Lorenzo Forcieri : “”Se facciamo presto, già pronti entro prossima estate”.

Ma su cosa bisogna avere fretta? Sulla diga balneabile? Davvero è questa la priorità?

Come si legge sul blog del noto concittadino Marco Grondacci, giurista ambientale, nessuna delle autorità pubbliche che vogliono “fare presto” per la diga balneabile si è fino ad ora preoccupata non dico di bonificare ma almeno verificare che quanto era scritto nello studio di caratterizzazione del livello di inquinamento del tratto di mare dentro diga sia stabilizzato o rischi di diffondersi in qualche modo.
Non cerchiamo di dimenticare o peggio di ignorare che l’inquinamento è presente anche nelle aree di mare che saranno interessate dal progetto di diga balneabile per non parlare degli attuali allevamenti di mitili insistenti sempre in quelle aree.
Grondacci sottolinea le conclusione dello studio sull’inquinamento chimico fatto dall’Istituto di Ricerca degli Ambienti Marini (ICRAM): “”Da una visione complessiva si identificano alcune aree la cui contaminazione risulta particolarmente critica: l’area del Seno della Pertusola, il settore nord occidentale del Porto Mercantile (dal Molo Garibaldi alla Darsena Duca degli Abruzzi) ed il tratto costiero orientale, da Cadimare al Seno di Panigaglia. In alcune di queste aree concentrazioni molto elevate di metalli e contaminanti organici si spingono anche alle profondità maggiori”.
Aggiunge lo studio: “Conservano un potenziale ecotossicologico significativo anche le stazioni ricadenti nelle vicinanze delle aree destinate alla molluschicoltura, in prossimità della diga foranea” e il rischio sanitario di questi inquinanti è tutt’altro che secondario.

Allora cari Sindaci, Presidente dell’Autorità Portuale, Arpal e Asl, ci volete spiegare se ci sono dei rischi sanitari e ambientali, ci volete spiegare lo stato di diffusione dell’inquinamento, in altri termini ci volete spiegare se il “potenziale ecotossicologico” di cui scriveva ICRAM è solo potenziale e fino a che punto?

Ci volete spiegare quanto inizierà la bonifica del nostro golfo?

Questa città vuole diventare una città che ha il coraggio di mettere al primo posto salute e trasparenza o questi due obiettivi, insieme con la competenza, sono condannati ad essere perennemente rimossi dall’agenda dei nostri amministratori pubblici?

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