Libriamoci, un giudizio sulla manifestazione

Si è appena conclusa la quarta edizione di libriamoci. Un’edizione quella di quest’anno che potremmo definire “spartana”, con meno appuntamenti librari degli anni scorsi, poche animazioni in strada, niente cinema ispirato ai capolavori della letteratura.
Eppure è proprio questo il format che identificava Libriamoci, la contaminazione di generi però basata sul classico, senza mai uscire dall’ambito letterario o saggistico di qualità.
Quest’anno invece c’è un brusco cambio di rotta: le manifestazioni popolari sembrano bandite dal “nuovo corso” della cultura spezzina; oltre al cinema e alle letture in strada, salta anche la notte in biblioteca per bambini.
Mentre a ottobre in tutta Italia si moltiplicano le iniziative di  promozione della lettura come il bibliopride, a Spezia sembra passare, ancora una volta, una visione più “elitaria” della cultura, con pochi agganci col territorio, senza più gli sconti in collaborazione con le librerie (senz’altro popolari) e senza i gazebo di promozione dell’editoria locale.
Anche le classiche presentazioni non sembrano brillare per originalità, con alcune idee riciclate (la Agnoli sulle biblioteche già presente nelle scorse edizioni) o libri già presentati più volte, editi l’anno scorso (Plaza Brin).
Nell’offerta di quest’anno più “istituzionale”, due volumi curati dalla direttrice delle istituzioni, che li scrive e li presenta anche, e tre con l’ex-Sindaco Pagano. Se aggiungiamo anche le sovrapposizioni di orario e qualche problema con la promozione…(fuori Spezia ad esempio il programma quest’anno non è arrivato, nemmeno ai Comuni vicini).
Inspiegabile poi la scelta di un tema politico come quello ecologico in versione “light”, con una mostra sponsorizzata sulle rinnovabili, poi erbe spontanee, traffico di rifiuti (lontani da casa nostra) e infine il “tema sicuro” dell’acqua pubblica che mette tutti d’accordo. Gli ambientalisti han giustamente fatto notare che se si voleva parlare davvero di ambiente non c’era che l’imbarazzo della scelta, dalla bonifica dell’IP, alle discariche, gestione acam, Enel, Porto, Waterfront… tutti temi accuratamente evitati. Ma allora perché imporre alla manifestazione un tema se poi non si può parlare di niente che ci riguardi da vicino?
Comunque rispetto agli altri anni, la differenza si nota, i visitatori sono in media meno della metà e in alcuni casi raggiungono le poche unità. Ovviamente non ha giovato alla riconoscibilità dell’iniziativa il misterioso cambio d’immagine…. Che altro dire? L’anno prossimo speriamo di tornare a “librarci”…

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