Festival della menta

Lo confesso, non sono andato a vedere nemmeno una cosa al festival della mente, niente, nulla, ne sono rimasto ai margini spettatoristicamente parlando. Non è stata una scelta “giudicante”, sono sempre andato a vedere qualcosa, semplicemente, quest’anno, non è capitato, tutto qui.

Ho preferito la festa della birra al festival della mente, che, idealmente, si pone come tipo di offerta dall’altra parte della stessa linea, dove la linea è quella delle manifestazioni estive di grandissimo richiamo, e dove l’estremo del festival della mente è quello in cui l’impegno mentale è massimo, e l’estremo della festa della birra, di conseguenza, è quello in cui puoi lasciare la mente nel baule della macchina. L’orchestra che intona jodel mentre addenti cose parecchio gustose e introiti birra, sono esperienze sensoriali a trecentosessanta gradi queste che non abbisognano di impegno mentale, evviva evviva.

Proprio mentre stavo andando al festival della birra sono passato da Sarzana per “ritoccare” la serata con un aperitivo… analcolico! E mentre ero lì, con tutto intorno il festival della mente, ho avuto una sensazione. Era come se le persone fossero tutte impegnate, o pensierose, tutte un poco sul bordo di quello status che potrebbe definirsi come “scusa ma fra cinque minuti ho lezione”, con la bocca, non è un insulto, a culo di gallina.

Ecco, c’era come uno sforzo collettivo di avere idee belle ed originali, di prendere una apparenza per esser consoni al clima generale di pensiero fitto fitto.
Qui mi sono preoccupato. Infatti credo che le idee nascano restando, come solo a volte i bimbi sanno fare, sempre sinceri, sul momento, essendo capaci di annoiarsi, di dire anche, massí, cheppalle, oppure che bellissimo, insomma vivaci, personali, imprevedibili e mai adeguati per forza di cose. E siccome non sono sicuro che questo accada al festival della mente, per la certezza dovrei mettermi con un banchetto a controllare anziché basarmi sulle sensazioni di un me stesso che si appropinqua alla birra, ho una idea da parecchio tempo.

Festival della Menta, rinfresca le idee, tonifica il corpo.

Una tre giorni di mojito, in concomitanza con il Festival della Mente, con il famoso beverone mentoso a prezzo ribassato, o gratuito, per sciogliere le menti, movimentare la situazione e rendere tutti più fluidi. Io già me la vedo, gente alticcia che si scalda su concetti filosofici, scazzottate sulla vita nel Medioevo, sgambetti matematici, incontri sul senso dei colori che terminano a secchiate di pittura.

E magari, qualcuno, per vedere che capita, intonerà uno jodel nel bel mezzo di un meeting sui fiori del male di Baudeleaire.

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