Il dottor Cagno contro la vivisezione: inutile e dannosa.

A proposito di sperimentazione animale, riproponiamo l’articolo che parlava di una conferenza svoltasi a La Spezia nel febbraio 2012, avente come oggetto proprio la vivisezione.

Ha aperto la conferenza il consigliere Masia, che ha ricordato l’impegno del Comune della Spezia nella lotta contro la vivisezione. Nel settembre 2010 il Parlamento europeo votò una normativa che regolamentava la vivisezione che voleva “mediare” tra le richieste degli animalisti e quelle delle lobby farmaceutiche e che si trasformò, di fatto, in un passo indietro per tutti i Paesi più “civilizzati” in materia di vivisezione. Quella normativa, infatti, prevede, tra le altre cose, l’uso delle cavie più di una volta, la possibilità di effettuare test sugli animali senza anestesia e anche di stressarli fino alla morte. La Spezia, in quel caso, fu in prima linea nella protesta a questa normativa, con la raccolta di oltre 6000 firme, riuscendo a impedire la vivisezione sul territorio comunale. Da anni Masia e il suo gruppo di lavoro organizzano incontri con la cittadinanza e nelle scuole: il “no alla vivisezione”, ha detto il Consigliere, è un processo culturale e come tale deve partire dai bambini. Il Comune della Spezia, inoltre, si impegnerà per impedire ai circhi di attendarsi nel suo territorio, anche se la questione è più complessa di quanto sembri, perché i circhi sono appoggiati dallo Stato che riconosce loro una funzione sociale e da cui ricevono soldi. I Comuni, però, possono trovare un escamotage, chiedendo che rispettino una normativa che prevede, per gli animali, condizioni di vita che i circhi non sono in grado di rispettare.

La parola è poi passata alla dottoressa Zarelli, responsabile dell’Ufficio Tutela dei Diritti degli animali, nato nel 2000 grazie all’allora sindaco Giorgio Pagano. Da 12 anni la dottoressa Zarelli investe tempo e passione, nonostante la strada non sempre spianata. “Sono laureata in Filosofia” ha detto la dottoressa, “ma molti di quelli che, nel mondo, seguono i diritti degli animali, sono filosofi”. Non bisogna pensare solo al corpo degli animali (per quello ci sono i medici veterinari), ma anche alla loro anima. Gli animali sono esseri senzienti, stabilisce la legge 189/2004 (http://www.camera.it/parlam/leggi/04189l.htm) e come tali vanno trattati. L’impegno a favore degli animali è continuo e costante, da destra a sinistra, tanto che dal 2007 le forze di polizia sono costrette a intervenire in caso di maltrattamenti. Tanta strada è stata fatta, ma ancora tanta ce n’è da fare, dal convincere i proprietari alla sterilizzazione degli animali fino a impedire che i prodotti vengano testati sulle cavie da laboratorio. La dottoressa ha concluso con una frase che l’ha “colpita e commossa”: “L’importante non è se essi sappiano ragionare, e neppure se sappiano parlare; l ‘importante è che sappiano soffrire”. (Jeremy Bentham).

Infine, ha parlato il dottor Cagno, medico psichiatra, anti-vivisezionista, da anni impegnato nella lotta contro la sperimentazione animale. La vivisezione non serve, ha affermato, e ce lo dicono, in un certo senso, i vivisettori stessi. Gli animali sono molto diversi da noi, come patrimonio genetico: cos’abbiamo in comune con un roditore? Il 95% del patrimonio, va bene: ma quel 5% fa la differenza. Perché testare i prodotti prima sugli animali e poi sugli uomini? Se andassero bene gli animali, non ce ne sarebbe bisogno. Se io subisco un intervento, lo subisco in anestesia totale: a cosa serve sottoporre un animale sveglio allo stesso intervento? Cosa dimostro? Un coniglio ha circa 150 battiti cardiaci al minuto: come posso verificare, ad esempio, se funziona un farmaco per il cuore quando il muscolo cardiaco umano,m pur funzionando allo stesso modo, ha circa 60 battiti al minuto? E ancora: un porcellino d’India e un criceto, simili tra loro, reagiscono in maniera totalmente opposta alla somministrazione di diossina: come posso stabile se la sostanza è dannosa per l’uomo, e in che misura? Se i test sugli animali sono così sicuri e utili, perché su 100 farmaci testati, solo 20 vengono commercializzati e, di questi 20, ben 10 risultano gravemente dannosi per l’uomo? (provocano morte, pericolo di morte o invalidità permanente). Ha senso, nel 2012, continuare così? Ogni anno circa 900000 animali vengono torturati e sacrificati in nome della scienza. Non è forse ora di fermare questo olocausto? E voi, vi sentite più criceti o porcellini d’India? Claudia Bertanza

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