Ahi ahi ahi, signor Sindaco Federici, è caduto… sulla cultura!

Caro Sindaco,

La Spezia Oggi è un blog seguito in media da 4-5000 persone a seconda degli argomenti postati. Blog è una parola GGGiovane e forse lei non la conosce, ma non vuol dire che il nostro blog sia una buca dei delatori, come quelle che usavano in passato, pur se anche a noi piace condannare l’arroganza dei potenti.
Il blog non è anonimo, risponde con il nome di chi firma i pezzi e il pezzo in questione, postato sulla sua bacheca facebook, caro Sindaco, qualche giorno fa, portava la firma di una persona vera, una bella persona aggiungerei, una a cui piace capire le cose, una che si fa domande e chiede risposte.
Ma le risposte sono quelle che nella sua lettera al Secolo XIX non troviamo (e sempre più fitto ci appare il mistero su chi sia la “spocchiosa” di cui lei, e non altri, ha parlato tempo fa, quando ancora la nostra lettera non c’era… dunque, con chi ce l’aveva?).
Che cos’è per lei la cultura? Per noi cultura è partecipazione, è scambio, è apertura.
Cultura non sono solo i musei, cultura è il teatro, il cinema, sono gli incontri di cittadini, i dialoghi, i dibattiti, sono sedi pubbliche gratuite per tutti, senza criteri elitari di scelta (a te si, a te no), ma norme trasparenti di gestione.
Le sale pubbliche, che oggi sono a pagamento, devono ritornare pubbliche. E se ci sono risorse sul territorio vanno coinvolte, ascoltate, valorizzate. Perchè è questo il valore aggiunto della nostra cultura locale.
Già che c’è. signor Sindaco, ci spieghi se “L’inequivocabile linea di cambiamento” di cui parla va in questa direzione.
Invece di inventarsi un anonimato che non c’è, colga l’occasione per parlare ai suoi concittadini tutti, spieghi se è vero che il Comune intende cedere le sale pubbliche come il centro Allende e la sala Dante ad una fondazione privata che le “gestirà” assieme agli altri servizi (biblioteche, teatro, etc) che dal dopoguerra in qua sono sempre stati pubblici.
Ci dica se è vero che il baraccone delle Istituzioni che è da mesi senza consiglio e di fatto in uno stato di illegalità, resterà o verrà smantellato.
Se l’incredibile cifra di 95000 euro (novantacinquemila) che la direttrice prende per “gestire” la cultura spezzina è compatibile con la spending review.
Se ci sarà un direttore per il Camec o se anche quel posto resterà vacante perchè “gestito” in altro modo.
Se in futuro si aprirà qualche spazio per gli operatori, le associazioni, i cittadini che fanno cultura o se rimarrà tutto nelle mani di pochi eletti (e non eletti) che decidono tra 4 mura e non hanno alcun contatto col mondo reale.
Ci dica se a Spezia la cultura diventerà inclusione, Sindaco. Ci dica se la svolta sarà questa.

Per il blog “LaSpeziaOggi”, Paola Settimini

 

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