Il Festival a casa del Boss, un progetto di Pietro Nardiello

Pietro Nardiello, giornalista free-lance, collabora con Articolo 21 e la redazione napoletana di Repubblica e ha partecipato all’antologia “Strozzateci Tutti”, che si è aggiudicata il Premio giornalistico “Paolo Giuntella 2010”. E’ autore della trasmissione di radio Rai Tre Parole Fuori dal Vulcano. In passato ha collaborato con il DRI-Ente Interregionale, Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’organizzazione di eventi. E’ inoltre ideatore del “Festival dell’impegno civile”, unica rassegna italiana realizzata interamente nei beni confiscati alla criminalità organizzata.  Il Festival è stato fortemente voluto dal Comitato don Peppe Diana e si ispira ai valori e ai principi del sacerdote assassinato dai camorristi a Casal di Principe. “Per amor del mio popolo non tacerò”. Una vittoria innanzitutto culturale, psicologia, fisica, concreta, reale: “A casa del boss” si organizzano spettacoli di teatro, di musica, incontri di letteratura e dibatti sui temi della legalità, dell’antimafia, della politica, della cultura, dell’impegno civile.
Un’iniziativa bella e interessante, perché è importante il riscatto, è fondamentale che luoghi un tempo appartenenti alla criminalità organizzata diventino col tempo posti di aggregazione, di cultura, posti in cui giovani e meno giovani si radunino, si conoscano e facciano cultura. Perché, si sa, la cultura è nemica della mafia.

Da questa esperienza è nato il volume “Il Festival a casa del boss”, scritto dallo stesso ideatore del Festival, Pietro Nardiello, che con il suo racconto accende i riflettori sui motivi dai quali è scaturita la nascita di questo Festival,  sui retroscena, le difficoltà, le speranze e le gioie nate in luoghi dove si costruisce un’Italia diversa. I piccoli passi quotidiani compiuti per realizzare una rassegna dove non vi sono teatri o luoghi di aggregazione, dove anche il disordine urbanistico rappresenta un simbolo di onnipotenza del crimine organizzato. Ma il libro diventa, soprattutto, l’opportunità per offrire uno sguardo sui territori e sull’attualità e su quei temi come la cultura, la politica, la scuola, l’economia, la religione, la musica, lo sport sui quali è necessario dibattere e confrontarsi per costruire un futuro diverso e una società partecipata dove l’arma per sconfiggere l’illegalità è rappresentata sicuramente dall’avvio di una rivoluzione culturale.
Il racconto è intervallato da interviste realizzate da giornalisti, che hanno calpestato i luoghi del Festival, a magistrati, giudici, artisti, sacerdoti,  e sociologi che hanno partecipato in questi anni alla rassegna.
Le interviste presenti nel libro sono le seguenti:

 

Francesca Ghidini  intervista il giudice Lello Magi;

Stefano Corradino intervista il procuratore Cafiero De Raho;

Vito Faenza intervista Isaia Sales;

Mariagrazia Poggiagliolmi intervista Peppe Barra,

Armida Parisi intervista don Aniello Manganiello,

Michela Monti  intervista la prof.ssa Antonietta Rozera,

Valeria Palumbo intervista don Peppe Diana

I diritti d’autore saranno devoluti in beneficenza all’associazione “Resistenza Anticamorra”, coordinata da Ciro Corona, per la realizzazione a Scampia di un ristorante pizzeria sociale dove lavoreranno giovani del territorio, ragazzi minorenni in attesa di giudizio e condannati a scontare pene alternative al carcere.

Il libro può essere ordinato in libreria oppure, per averlo direttamente a casa vostra lo potete fare con un versamento a mezzo bollettino postale conto nr 000023274806 intestato a Phoebus  oppure bonifico bancario IBAN IT 31 R 01010 39810 100000004552. Causale: “Il Festival a casa del boss”. Le spese di spedizione sono a carico dell’editore.  Il prezzo di copertina è di 13 euro.

Per informazioni: https://www.facebook.com/IlFestivalACasaDelBoss

 

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