"Come sabbia nel vento", intervista agli autori Sonia Raule e Vasken Berberian

Sonia Raule e Vasken Berberian, regista di origine armena, parlano del loro libro “Come sabbia nel vento”, romanzo che parla della forza dell’amicizia e delle disgrazie del poco conosciuto popolo armeno.

Come nasce questo libro a quattro mani?

Sonia: ”Vasken, che è regista, aveva un soggetto per un film e me ne ha parlato in qualità di produttrice. Parlandone insieme abbiamo invece valutato che poteva essere interessante approfondire i temi e aprire tutti gli spiragli che questo soggetto offre.”
Vasken: ”Si, il libro è nato da un’idea che pian piano si è arricchita e completata. La storia armena, così ricca, ci ha ispirati, soprattutto la storia più recente, quella post-sovietica, anche se brevemente abbiamo toccato il genocidio del 1915.”

In questo romanzo si parla di un’amicizia fra due donne molto diverse tra loro, che provengono da due mondi lontanissimi, ma che la vita porta ad essere vicine e a costruire un rapporto profondo. Per tratteggiare questi due personaggi vi siete ispirati a qualcuno?

Vasken: ”Si, diciamo che il personaggio di Lena più o meno esiste: è una donna che attualmente vive a Ierevan e che è stata la tata di un mio nipote ad Atene.
Anche per Alice ci siamo ispirati ed abbiamo preso spunto da una persona realmente conosciuta.”
Sonia: ”Ricordo con commozione la giovane donna bosniaca che si occupava di mio figlio Tancredi. Anche lei come la protagonista era un ingegnere, aveva visto il suo paese crollare e capendo che rimanendo non avrebbe realizzato i suoi sogni, era venuta in Italia a lavorare come baby sitter, per aiutare un nipote a studiare.”

Quanto è importante l’amicizia, uno dei temi fondamentali che tratta il romanzo?

Sonia: ”Indubbiamente importantissima. Come narrato nel nostro libro, capitano nella vita momenti difficili e si ha bisogno di qualcuno vicino, con cui confidarsi, e ci si rende conto purtroppo che i veri amici sono pochissimi. Alice si accorge di avere tutti rapporti molto superficiali, privi di spessore e nel momento in cui ha bisogno di avere qualcuno vicino si rende conto di essere veramente sola. L’unica persona che la accoglie e le sarà vicina sarà appunto Lena.”

Quale vuole essere il messaggio di questo romanzo?

Sonia: ”I messaggi sono più d’uno: sicuramente un messaggio di speranza rispetto all’amicizia e alla vita, perché una delle protagoniste si ammala e forse per un momento non ha più voglia di combattere, ma grazie al rapporto che è riuscita a costruire trova la forza per accettare una realtà non semplice. C’è poi un messaggio di pace tra due popoli, turco e armeno, che ancora oggi non riescono ad avere un dialogo dopo il genocidio del 1915, che la Turchia non riconosce”

Vasken, qual è il rapporto con la sua terra d’origine?

Vasken: ”In realtà fino a quando non abbiamo scritto il libro non conoscevo veramente la mia terra. Sono nato ad Atene e la mia patria è l’Europa. Sonia ed io siamo andati in Armenia per la prima volta ed abbiamo scoperto questo Paese. Mi ha toccato scoprire il simbolo dell’Armenia, che è il Monte Ararat, dalla finestra del bilocale di mia cugina. L’ho visto e ho capito di essere arrivato a casa, da quando ero bambino mi parlavano di questo monte e mi dicevano: finché ci sarà Ararat ci sarà l’Armenia. È stato quello il momento in cui ho conosciuto la mia madre naturale.

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